LE RELIQUIE DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II A ROSSANO.

Di Cesare De Rosis

A Rossano sono arrivate le reliquie del beato papa Giovanni Paolo II che sono state sistemate nella cappella della navata sinistra della Cattedrale  martedì 1 novembre 2011, solennità di Tutti i Santi e festa onomastica del nostro padre  dall’Arcivescovo mons. Santo Marcianò. Il presule alle ore 16.30 ha dato inizio alla Santa Messa.

Al termine della celebrazione, appunto, sono state collocate in Cattedrale due reliquie del nuovo Beato con una artistica immagine che ricorda a tutti i fedeli la vita e la testimonianza di papa Karol Wojtyła. Alle ore 18.00 è stata la volta dell’ incontro con mons. Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II e autore del volume “Perché è santo. Il vero Giovanni Paolo II raccontato dal postulatore della causa di beatificazione”.

Alle ore 19:00 si è tenuto il concerto – testimonianza del cantautore di ispirazione cristiana Roberto Bignoli. Il 1° novembre del 1946, Karol Wojtyla riceveva l’ordinazione sacerdotale nella Cattedrale di Cracovia per le mani dell’arcivescovo Sapieha. Il 1° maggio scorso il Santo Padre Benedetto XVI lo ha proclamato beato. La diocesi di Rossano vuole rendere grazie al Signore per il dono che il Papa Giovanni Paolo II è stato e continua a essere per tutta la Chiesa. Questo il pensiero centrale della ricca e articolata omelia dell’Arcivescovo.  In questo anno dedicato ai giovani, nella data significativa del 1° novembre che ricorda il 65° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, l’intera diocesi si è ritrovata insieme per elevare al Signore il corale rendimento di grazie. Un elemento da sottolineare è stata la commozione della gente al passaggio delle reliquie alla navata centrale della Cattedrale. “Oggi il papa è beato ma di fatto è già santo”, ho sentito sussurrare. Una frase,  questa, che mi ha fatto riflettere facendomi tornare alla mente le parole del senatore a vita Giulio Andreotti per la rivista 30 giorni nella Chiesa e nel mondo: “La Chiesa ha i suoi tempi ed è assolutamente autonoma, le procedure della Congregazione sono molto rigorose e se si creano pressioni mediatiche si finisce per sortire l’effetto opposto, però vi è un capitolo specifico che mi sembra importante: l’accertamento se la santità sia avvertita dai fedeli. E questo è indubbio, tanto che molti fedeli pregano da tempo Giovanni Paolo II non meno che se fosse già santo. L’importante è la sostanza; se in una figura di cristiano si riconosce la santità e lo si prega, la carta bollata avrà poi tutto il tempo di arrivare”.

La grandezza del papa Giovanni Paolo II è un dato di fatto oggettivo e universalmente riconosciuto, quindi qualsiasi mio elogio alla sua figura non accrescerebbe la sua grandezza. E’ stato il papa che ha segnato una lunga tappa della nostra vita, e quindi il ricordo implica la memoria.

Mi ritornano in mente di tanto in tanto le parole straordinarie che il cardinale decano, di li a poco diventato Benedetto XVI ha pronunciato per il commiato a Giovanni Paolo II: “Per tutti noi rimane indimenticabile come in questa ultima domenica di Pasqua della sua vita, il Santo Padre, segnato dalla sofferenza, si è affacciato ancora una volta alla finestra del Palazzo Apostolico ed un’ultima volta ha dato la benedizione “Urbi et orbi”. Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice”. Ecco benedica anche la nostra Chiesa diocesana che è in Rossano-Cariati.

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