Saluto di don Agostino TUDDA alla comunità di San Sosti in occasione della celebrazione d’ingresso nella parrocchia Santa Caterina V.M.

Di don Agostino Tudda

Al Vescovo, assente per impegni improrogabili, il mio deferente saluto e la mia più viva gratitudine. per questo incarico nella parrocchia S.Caterina V.M. di San Sosti, insieme al carissimo Mons. Carmelo Perrone. Saluto e ringrazio il Vicario generale della diocesi Mons. Emilio Servidio, che presiede questa liturgia. Un saluto e un ringraziamento al segretario del Vescovo Don Davide Salvati, che sostituendo il Cancelliere Vescovile, Don Antonio Fasano, ha letto la bolla di nomina di questo mio nuovo incarico. Saluto affettuosamente i ministranti, che hanno preparato con amore il servizio all’altare e il coro parrocchiale che ha animato questa solenne concelebrazione eucaristica. Un saluto e un grazie a tutti i sacerdoti presenti, a cominciare da Don Ciro Favaro, rettore del Santuario del Pettoruto, che mi ospita in questo primo periodo. Un saluto alle Suore Missionarie del Catechismo, a mio padre, i miei familiari e agli amici che hanno voluto essere presenti. Un saluto particolare a Don Colbert, nuovo parroco di S. Caterina Albanese e Joggi, ed alla delegazione di fedeli che ha accompagnato.  Per me è un onore e una gioia vivere il mio ministero qui. Da oggi sarò tra voi, fedeli di S. Sosti, che saluto e a cui ho voluto bene dal primo istante del mio trasferimento. La città di San Sosti è situata ai piedi del santuario del Pettoruto e la sua storia può essere compresa solo a partire dalla fede cristiana. Ho sentito nel mio cuore questa vocazione, a cui intendo dedicarmi con la gioia dei miei anni e l’entusiasmo ministeriale che parte appunto da questa realtà sociale e religiosa. Intendo, pur con i  miei trentotto anni, lavorare in profonda comunione con  Mons. Carmelo Perrone che conosco da quand’ero seminarista e ricordo la sua benevolenza nei miei confronti, il suo sorriso, la sua cultura, la sua esperienza. Sono sacerdote da undici anni, mi rendo conto delle necessità del popolo in ordine alla catechesi, ai sacramenti, alla pastorale familiare, alla pastorale giovanile, alla pastorale degli infermi. La necessità del dialogo con gli operatori pastorali, catechisti, coro, Azione Cattolica, gruppi di preghiera di S. Pio da Pietralcina, associazione di volontariato Misericordia, gruppo di preghiera della Madonna di Mejugorie, nato per volontà di colui che ama definirsi il pellegrino, Mons. Perrone, il quale ha voluto fortemente che in questa chiesa matrice fosse collocata la venerata effige per essere venerata ed imitata, la fedele e amata da tutti. Posso dire che l’amore che porterò a questa comunità e alla sua storia sarà un amore dolcissimo, tenerissimo, rispettoso, totale. Da dieci anni sono docente di religione e questo mi porterà a collaborare con i docenti che lavorano a San Sosti per assicurare la mia costante presenza che favorirà una nuova primavera dello spirito. Vogliate scusarmi se ho dimenticato qualche gruppo di cui ancora non sono a conoscenza. Certamente saluto con rispettoso ossequio le autorità civili e militari, di ogni ordine e grado. Saluto gli artigiani, i commercianti, i professionisti, i giovani in cerca di occupazione. L’espressione che mi ha sempre colpito in questi undici anni di ministero sacerdotale e che restano sempre scolpiti nel mio cuore sono state le parole di Gesù: “io sto in mezzo a voi come colui che serve”, cercando di riconoscere e valorizzare tutti i doni che lo spirito elargisce nella comunità. Voglio proprio vivere  il mio essere sacerdote, come Gesù tra la gente, avvicinando e lasciandosi avvicinare da tutti senza distinzione e senza pregiudizi; comunicando a tutti la parola del padre Suo, incarnando lo stile del buon samaritano, prossimo a tutti, prendendosi di tutti onorevole cura. Tutto questo oserei chiamare “ fantasia della carità” perché lo spirito susciti nuove figure ministeriali che cooperino con noi sacerdoti a presentare una chiesa che, solidale nelle vicende della vita, aiuti ad introdurre alla fede come apertura al trascendente e alle scelte stabili di vita nelle sequela di Cristo. Mi affido alle vostre preghiere, a San Giuseppe, alla Beata Vergine Maria, Madre di Gesù e madre nostra, a S. Caterina V. e M. titolare della nostra comunità parrocchiale, che abbiamo festeggiato lo scorso 25 novembre e che è venerata nella mia comunità di origine di Mongrassano e titolare della parrocchia di S. Caterina Albanese, da cui provengo e questa è la terza volta che mi trovo accanto questa Santa e ciò non può essere un caso, affinché attraverso l’intercessione della santa famiglia di Nazaret possa ciascuno di noi amare ed essere amato; e anche la fraternità sacerdotale tra Don Carmelo e me possa essere benedetta e diventare a sua volta esempio di unità, di amicizia, e di carità per tutti.

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