Per una Rinascita della “politica cristiana”

Di Cesare De Rosis

«A volte ci si è adoperati perché la presenza dei cristiani nel sociale, nella politica o nell’economia risultasse più incisiva, e forse non ci si è altrettanto preoccupati della solidità della loro fede, quasi fosse un dato acquisito una volta per tutte». Lo ha affermato il Papa Benedetto XVI parlando nella Sala Clementina ai partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici sul tema «La questione di Dio oggi» il 25 novembre 2011. Concetti analoghi il papa li ha già espressi in altre circostanze. In Italia serve una “nuova generazione” di politici cattolici, che abbiano “rigore morale” e “competenza”. Lo ha sottolineato con forza durante la messa celebrata a Cagliari, sul sagrato del santuario di Nostra Signora di Bonaria. Nell’omelia il Papa ha esortato la Chiesa e i cattolici a tornare a “essere capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica” che, ha sottolineato, “necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile”. Già Paolo VI, di venerata memoria, evidenziava che «La politica è la più alta forma di Carità» .
La nozione della politica come un servizio per il bene pubblico è evidente di per sé, poiché questo è il motivo che giustifica l’autorità specifica di tale azione. È una nozione nobile ed esigente sia a livello teorico, sia nella percezione della gente. La politica ha a che fare con il potere, e il suo ruolo è appunto quello di servire, utilizzando questo strumento specifico. Seguendo l’ispirazione della Bibbia, tale servizio dovrebbe rivolgersi in modo particolare in favore dei più deboli della società. Nessuno ignora il grado di eroicità nella rinuncia ai propri interessi che tale principio a volte può supporre nella vita reale, per il fatto che insorgono potenti forze del male che inducono a una ricerca di potere capace di capovolgere con facilità la gerarchia dei valori. Molte volte la politica deve servire senza vedere i risultati, e ciò aumenta il valore della sua essenza. La Chiesa non ha esitato nel definire l’azione politica come una forma eminente di carità, una vocazione nel senso pieno della parola.
L’impegno politico di Gesù non segue sicuramente le coordinate del tempo. A lui non interessano le cose che tutti gli altri cercano: potere, popolarità, controllo, ricchezza, conquiste militari; anzi spesso mostra la pericolosità ultima di questo tipo di ambizioni. La via di Dio non coincide con gli interessi nazionali, con le piccole passioni politiche. La politica di Gesù è diversa, nuova, completa, radicale, multidimensionale. Può essere sintetizzata con una sola accezione: la sua politica era rivolta agli ultimi e alla difesa – promozione di questi.
Oggi la difficoltà di trovare politici seriamente impegnati, tanto da sentire la politica come missione, è notevole. E’ consegnato alla storia il tempo dei vari Alcide De Gasperi, Giorgio La Pira e Giulio Andreotti che hanno fatto del loro impegno istituzionale un esempio di dedizione, capacita’ e testimonianza cristiana. Di questi tre ho avuto la straordinaria fortuna di conoscere l’ultimo. Di lui il cardinale Ersilio Tonini dice: “Andreotti ascoltava la Santa Sede e la Santa Sede ascoltava lui. Era un arricchimento reciproco”. Cossiga diceva: “Andreotti è un grande statista del Vaticano. Il segretario di Stato permanente della Santa Sede, da Pio XII a Giovanni Paolo II. La sua vocazione politica è una vocazione religiosa. Se Enrico VIII ebbe (prima della rottura) il titolo di Defensor Fidei, lui dovrebbe essere nominato Defensor Ecclesiae”. Ecco, di persone di questo calibro la politica oggi avrebbe bisogno.
Essere testimone di Cristo non è stato mai facile. Infatti, da un lato il Vangelo è esigente e dall’altro molte volte il mondo segue regole e modi che se non sono in contrasto col Vangelo, comunque risultano molto distanti dallo stile di vita di Cristo. Tuttavia ogni giorno è sempre di più necessario che ciascuno di noi prenda veramente sul serio il suo impegno battesimale e si mostri davanti alla gente come discepolo di Cristo.

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2 risposte a “Per una Rinascita della “politica cristiana”

  1. Frate Giovanni

    Andreotti, prescritto per reato di collusione mafiosa, accertata fino alla primavera del 1990.Avrei evitato la foto”

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  2. La precedente firma non è attribuibile al vero Frate Giovanni

    Frate Giovanni solitamente firma le sue lettere (Scriptura brevi) pubblicate sul sito certificando la sua firma. Sono da ritenersi autentiche ed attribuibili a Frate Giovanni solo le lettere e i commenti che provengono dal seguente indirizzo di posta elettronica:
    frategiovanni1@libero.it

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