La Lira nel 150° anniversario dall’Unità d’Italia.

Di Cesare De Rosis

Se c’è ancora qualcuno che custodisce gelosamente le vecchie lire e vuole continuare a tenerle per sé come ricordo sarà probabilmente contento. Ma se c’è invece qualche ritardatario cronico che sperava di avere ancora tempo per convertire in euro la nostra amata lira, allora dovrà ricredersi e togliersi dalla mente ogni possibile pensiero al riguardo. Ennesima delusione. Sì, perché la manovra varata dal governo Monti va a colpire anche il nostro vecchio e tanto rimpianto conio. Con la manovra Monti gli italiani hanno dato l’addio definitivo a monete e banconote in lire. Lo dispone l’articolo 26 del decreto legge 201 (entrato in vigore il 6 dicembre), che ha sancito la prescrizione con decorrenza immediata delle vecchie lire ancora conservate nel nostro Paese. Secondo le prime stime, sarebbero quasi 300 milioni le banconote (2500miliardi del vecchio conio) non convertite in euro e che ora rappresentano un ingente tesoretto per il governo. È venuta meno, dunque, la possibilità garantita precedentemente di cambio fino al termine stabilito del 29 febbraio 2012, presso le filiali territoriali della Banca d’Italia. Insomma a contribuire per salvare l’Italia dalla crisi ci ha pensato pure la vecchia moneta. L’ultima buona azione della moneta che ha accompagnato gli italiani per decenni sarà quella di rimpinguare le casse dello Stato più che quella proposta da Sofia Loren circa un decennio fa, quando appena diciottenne salutavo le vecchie banconote con un rammarico che è rimasto immutato nel tempo. Come dimenticare lo sguardo rassicurante di Maria Montessori nella mille lire erede di Marco Polo, la banconota da due mila lire con Galileo Galilei prima e Guglielmo Marconi (noto per l’invenzione del telegrafo senza fili) dopo, e così via tutti gli altri biglietti, belli ed espressioni della memoria storica e culturale della nostra Italia. Il volto raffigurato nelle 5000 lire era quello di Vincenzo Bellini, uno dei più celebri compositori italiani dell’800. Il volto raffigurato nelle 10.000 lire era quello di Alessandro Volta, il creatore della pila elettrica. Le 50.000 lire cominciavano già ad essere roba per adulti: il volto raffigurato nelle 50.000 lire era quello di Gian Lorenzo Bernini: architetto, scultore e pittore italiano. Il volto raffigurato nelle 100.000 lire era quello di Michelangelo Merisi, considerato il più grande esponente del manierismo e uno dei più celebrati pittori del mondo. In tempi più recenti apparve la banconota da 500.000 lire con il  volto raffigurato di Raffaello Sanzio da Urbino. Sarà deformazione professionale, in quanto storico dell’arte, ma la vecchia lira era da ritenere una vera e propria opera dall’alto valore estetico, e, al suo confronto, le banconote dell’euro mi ricordano con poca simpatia quelle del monopoli. La nuova moneta non ha reso l’Europa quella potenza economica dinamica che tutti speravano. La lira ci ha fatto stare bene e con l’Euro i benefici attesi non ci sono stati. Quello che sta per concludersi è stato il 150° dall’unità d’Italia, uno straordinario evento per chi apprezza la Storia del nostro Paese. La lira è stata e resta una colonna portante ed importante di questa storia.

Cesare De Rosis

 

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