Archivi del mese: giugno 2012

Dove inizia l’originalità

Di Antonio Vigna

Ai giorni nostri, parole come “timore”, fondamentali per stimolare correttezza e serietà, sono purtroppo uscite dal vocabolario della lingua parlata, rimosse da menti superficiali e sciatte. Sempre più spesso crediamo di essere onnipotenti e unica fonte di verità, con troppa presunzione anteponiamo le nostre idee a quelle degli altri e con arroganza sfuggiamo il confronto. Per smania di grandezza arriviamo a fare affermazioni infondate, denigratorie che spesso oltrepassano ogni decoro ed ancor peggio i limiti della legalità. Sul lavoro dimentichiamo di rappresentare un pubblico ufficio, ignoriamo regole deontologiche, anteponiamo agli interessi pubblici sempre più fatiscenti e allo sbando quelli privati, restiamo vittime delle tensioni che si creano ed anche la più piccola parola detta male, il più veniale atteggiamento ambiguo, rischiano di trasformarsi nel più classico e grave frainteso destabilizzando l’equilibrio dell’ambiente. Viviamo un momento storico dove non si è solo smarrita la strada maestra ma questa non si è mai trovata, né si sa dove sia. In una così delicata fase, non si può più aspettare che siano altri ad intervenire per risolvere i problemi, ognuno di noi deve essere pronto a scendere in campo, inventarsi qualcosa di geniale che possa in qualche modo spezzare questa spirale negativa. Nel mezzo di tanto Continua a leggere

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Un importante esempio di Iconografia Mariana: L’Achiropita di Rossano.

Di Antonio Adamo

INTRODUZIONE

Il secolo IX, a partire soprattutto dall’827, data di inizio della conquista araba della Sicilia, fu un periodo di eccezionale fortuna per le conquiste dei Saraceni, soprattutto in Italia meridionale. Negli ultimi decenni  dello stesso secolo cominciò tuttavia la controffensiva bizantina che  troverà il suo culmine negli anni 885 – 886[1].

In questa temperie storico culturale si inserisce l’icona della Madonna Achiropita. La presente asserzione sarebbe manchevole e generica se non ci si attenesse a considerazioni storico – artistiche maggiormente documentate.

A differenza di quello sull’architettura, il discorso sulla pittura riguarda in gran parte la produzione posteriore al periodo della seconda ellenizzazione. Difatti se è vero che in Basilicata, e in particolare nella regione del Vulture, l’accoglimento di temi e modi occidentali fu più precoce e più incisivo,è pur vero che anche lì le persistenze bizantine furono consistenti. Più marcate e più durature esse si registrano in Calabria, ma qui si conservano anche testimonianze del periodo più antico, le quali, per quanto spesso ridotte a miseri lacerti,sono sufficienti a fornirci,se non un quadro organico, perlomeno un’idea delle preferenze della pittura fiorita nella regione[2].

Un’opera pittorica così come un’opera letteraria o un documento storico, per poter essere valutata è necessario che presenti un “testo attendibile”. Accade a volte, però, che dopo aver attraversato i secoli, per varie ragioni, l’opera giunta fino a noi presenti delle “corruzioni” rispetto all’originale, dovute all’errore di un copista per il documento letterario, agli interventi non ortodossi di restauratori, per il documento pittorico o all’opera di un falsario per il documento storico. Poiché il più delle volte di tali opere non è Continua a leggere

Auguri Francesco

Di Raffaele Rosignuolo

Il 21 maggio, presso l’Università degli Studi di Salerno, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza il caro amico Francesco Fiore, discutendo una tesi su “Diritto degli Enti Locali – Le Comunità Montane”. Francesco che è un ragazzo sincero e leale, anche in questo caso ha dato prova di serietà ed affidabilità.  Al neo dottore e ai genitori rivolgo i più affettuosi auguri e che la laurea sia il primo passo verso una professione ricca di tante soddisfazioni.

Ladri di polli


di Francesco Capalbo
Allorché il tempo, inteso nella sua accezione economica e sociale, precipita verso la tregenda, come per incanto anche le abitudini dei marioli cambiano. Tali mutamenti trovano rispondenza anche nella“Legge ciclica del furto di pennati”, una specie di teorema codificato dalla scienza economica, il cui enunciato è formulato in tal modo : “Quando il reddito medio di un determinato contesto territoriale scende sotto il livello di sussistenza aumenta di contro il numero dei rubagalline”. Questa teoria, apparentemente stralunata, è tornata di attualità proprio in questi giorni, in quanto uno studio della Confederazione Italiana degli Agricoltori ha evidenziato come le sfortune dell’economia italiana siano correlabili ad un incremento dei furti di pollo. Sembra infatti che le ruberie che affliggono giornalmente le campagne italiane siano incrementate, rispetto alla media del decennio precedente, di quasi il 60%. In fondo anche per i ladruncoli vale la regola aurea che antepone ad ogni altra voluttà il soddisfacimento di un bisogno primordiale : avere la pancia piena. La legge empirica dei furti di pennuti, stravagante quanto si voglia, è validata nel suo aspetto ciclico, anche dai due articoli che seguiranno. Il primo pezzo: “Ladri a San Sosti” apparso su Parola di Vita, è continua a leggere su Mille storie, mille memorie.