Dopo Monti? L’inevitabile diluvio.

Di Cesare De Rosis

La situazione italiana è drammatica e la politica non dà risposte. Lo scenario stesso non è dei migliori. Emerge un Movimento 5 Stelle, agile e destabilizzante. Se il recente esito del voto siciliano si proiettasse su scala nazionale, ne verrebbe fuori un quadro politico indecifrabile. D’altro canto il voto di protesta per la lista di Beppe Grillo, come ebbi già a scrivere di recente già in altra sede, è perfettamente comprensibile. Anche se gli indignati non riescono a fornire un progetto preciso della nuova economia, della nuova società o dell’uomo nuovo, che dovrebbero sostituire i modelli dell’ancien régime. Tutte le terapie proposte sembrano parziali e nessuna ispira una fiducia assoluta. A questa anomalia se ne aggiunge un’altra: la democrazia “viziata” vigente in Italia. Con il governo Monti la democrazia non è sospesa, ma la situazione è comunque anomala. Casini,”ottimo” politicante figlio perfetto della prima Repubblica, ha di recente rilasciato alcune dichiarazioni che lasciano di sasso. “Noi lavoriamo perche’ alle prossime elezioni politiche Mario Monti sia richiamato in servizio permanente effettivo e sia investito dalla gente della possibilita’ di continuare a lavorare”. Lo dice il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, durante un incontro pubblico a Milano. Per Casini “oggi deve essere ancora la politica, dopo le elezioni, col suffragio dei cittadini, a richiamare questo presidente del Consiglio e dirgli: ‘Continua, fai un governo e cerca di risolvere i problemi con lo spirito con cui li hai affrontati’. Il governo a modesto parere di chi scrive lo fa il candidato premier indicato dalla maggioranza uscita dalle urne, in caso contrario che senso ha votare? La dichiarazione dello stesso Casini: “Monti ha salvato il Paese” merita una nota di chiarimento. Sicuramente la sua azione di governo ha fatto degli sforzi per far uscire l’Italia dalla situazione in cui si trova ma i dati dopo un anno di governo tecnico non sono assai felici, credo, e su questo dice bene l’ex premier Berlusconi, si debba cambiare assolutamente quella politica economica imposta dalla Ue e soprattutto dall’egemonia tedesca che non è solidale, non pensa al bene di tutti ma al bene di se stessa. La ricetta di Monti è stata dannosa per i ceti più deboli. Tassiamo i poveri, hanno poco, ma sono tanti. L’aforisma dello scrittore Ettore Petrolini calza bene a sintetizzare il pensiero del professore. Occorre dire le cose come stanno: il governo Monti prende ai poveri per dare ai ricchi. Alla fine rimarranno in Italia solo la casta e i servi della gleba ridotti allo status di zombie, esseri viventi privati di ogni volontà la cui unica funzione è produrre per mantenere la casta nell’agio.

Ormai il nostro è un paese alla rovescia: sacrifici, tasse e tagli all’Italia migliore (comuni lavoratori e poveri pensionati). Mentre super stipendi (anche doppi e tripli) e pensioni d’oro a politici, alti burocrati e manager pubblici (responsabili dello sfascio nazionale). Non sono un economista ma è facile desumere che Monti ha aumentato le tasse per avere più liquidità, ma non è stato capace di tagliare né di avviare qualcosa di nuovo per capire come ravvivare l’economia del Paese. C’è da sperare allora alle prossime elezioni? Peggio che andar di notte. Certamente vi sara’ una parcellizzazione, e vedremo parecchie coalizioni in gioco. Il motivo e’ semplice: il PDL non trovera’ alleati, ne’ nella Lega, ne’ nei centristi, per cui correra’ piu’ o meno solo, e sulla carta avra’ un modesto 20 %. Pertanto, in quest’ipotesi che appare la piu’ verosimile, al PD non converra’ regalare troppi scanni ad alleati inaffidabili (IDV, Pannelliani, Comunisti, etc) e cerchera’ di realizzare una coalizione di Centro – Sinistra minimale ed omogenea (con SEL ed un po’ di cespugli). Casini riorganizzera’ il centro, Di Pietro verosimilmente creera’ una coalizione populista e giustizialista, Grillo andra’ per i fatti suoi. Avremo, pertanto almeno 5 coalizioni. Cosa può cambiare? Con questo scenario credo praticamente niente. Nel PD i rottamatori e i rottamandi vogliono cambiare tutto per non cambiare nulla. Il PDL è nel caos e si assiste ad unosfaldamento all’interno del gruppo dirigente che viene evidenziato dagli interessati stessi. I leader politici non risultano sufficientemente credibili. Non guardiamo i dettagli, come lo spessore anonimo dei personaggi in scena o la formale fedeltà alla democrazia, piuttosto cerchiamo di capire quanto, e come, possono risollevarci dal baratro. Nelle manifestazioni (quelle per il lavoro che manca) vi è rabbia e sgomento. Il grandissimo Elias Canetti parlava della disperazione come dell’unica forma disinteressata di esistenza. Insomma, un sentimento così profondo da superare, in importanza, l’interesse e il potere. Si trattava di un modo di esistenzializzare la disperazione. L’italiano medio bene si prestano a questa spiegazione. I francesi nelle proteste sono più seri di noi. E per concludere: un ricordo della storia francese: Après moi le déluge, dopo di me il diluvio, si dice abbia illo tempore detto – forse preconizzando la rivoluzione francese – re Luigi XIV, il penultimo dei monarchi assoluti di Francia. Il tanto vituperato Monti può dire lo stesso.

 

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3 risposte a “Dopo Monti? L’inevitabile diluvio.

  1. Dott. Cesare De Rosis

    ERRATA CORRIGE.
    – Rigo 11 non si consideri “già” la seconda volta;
    – Quartultimo rigo “si presta” anzichè si prestano.
    L’autore si scusa per eventuali sviste o refusi di stampa. Cesare DE ROSIS

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  2. Un’informazione che segue la corrente è di parte e non è indipendente. E’ inevitabile, vista la situazione ed i malumori della gente, che i giornali propongono articoli contro l’attuale governo, contestualmente non si da spazio all’onda in controtendenza ovvero quella del M5S.
    Leggendo i vari quotidiani tra cui anche quelli locali ecco ciò che emerge: con il governo Monti la situazione in Italia è peggiorata ulteriormente, tasse e tagli, non hanno provveduto a dimezzare gli stipendi ai parlamentari, annullare privilegi ed eliminare tante altre spese inutili. Poi definiscono il M5S “agile e destabilizzante” il quale, “correndo” da solo, non è in grado di sollevarci dal baratro. Il solito trito discorso delle coalizioni.
    Le testate giornalistiche approfondendo, seriamente, le motivazioni del Movimento farebbero aprire un quadro e una visione diversa delle condizioni. Il M5S non promette né poltrone nè scambi di voto, ma dà voce ai cittadini, si fa carico delle idee propositive dei cittadini, premia le esperienze di ogni individuo in modo da realizzare nella pratica, attività, iniziative e progetti solo e soltanto per lo sviluppo dell’Italia e degli Italiani.

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  3. Cesare De Rosis

    Il M5S è infatti, malgrado alcune piccole riserve, l’unica alternativa credibile e di questo ne ho parlato in altra sede. Mi riserverò di trattare anche su questo sul giornale interattivo se il Direttore ritiene utile pubblicare.

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