Rossano – Apre la Scuola Diocesana di pastorale per la Vita

Di Cesare De Rosis

logoDomenica 2 dicembre 2012 è stata una giornata importante per la nostra Chiesa particolare di Rossano – Cariati. L’arcivescovo Mons. Santo Marcianò ha inaugurato la Scuola Diocesana di pastorale della Vita; il tema scelto “Sentinelle della Vita” ha sensibilizzato tutti attirandone l’attenzione. Il suo intervento ha avuto come sintesi quasi un motto: “Voi difenderete la Vita”. Si, perché una delle proprietà fondamentali e più perspicue dell’essere umano è la vita. Mentre però il fenomeno della vita è un dato certo e ovvio, il suo significato, la sua vera natura e la sua origine sono cose assai complesse “misteriose”.
Sin da quando l’uomo ha potuto riflettere sulla condizione del suo esistere, ha percepito che un mistero grande ed ineffabile avvolge la sua vita. Il presule che, più volte si è già concentrato su questo argomento, è ritornato sovente a ribadire con forza che la vita è anche un mistero da contemplare. Il suo è stato un intervento a tutto campo. La vita se  parte dalla contemplazione delle «cose» terrene non potrà non pervenire alla percezione della propria superiorità nei confronti di tutti gli altri esseri esistenti nel mondo; se parte invece dalla contemplazione del mistero di Dio non potrà non abbassare il proprio sguardo fino alla contemplazione del frutto più significativo della creazione di Dio.

Il vescovo ha ribadito la contrarietà della Chiesa all’aborto e all’eutanasia e ha riaffermato la difesa della famiglia come unione fra uomo e donna fondata sul matrimonio. Il rispetto della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento fino al suo esito naturale – con conseguente rifiuto dell’aborto procurato, dell’eutanasia e di ogni pratica eugenetica – e’ un impegno che si intreccia con quello del rispetto del matrimonio, come unione indissolubile tra un uomo e una donna e come fondamento a sua volta della comunita’ di vita familiare’.

Un ruolo di primo piano per ciò che concerne aspetti organizzativi, nonché testimonianze ed animazione sarà svolto dai ragazzi della Gi.fra (Gioventù francescana) di Terravova da Sibari. Un gruppo importante all’interno del tessuto ecclesiale chiamato a fare memoria e rinnovare l’impegno a vivere la fede come occasione di dialogo e di accoglienza verso tutti i fratelli e ad assumere stili di vita che possano trasferire nella quotidianità l’insegnamento e l’esempio di Francesco d’Assisi. “I primi incontri – racconta Matteo Petruzzo, esponente di punta della Gi.Fra locale, – saranno tenuti proprio da noi giovani, facendo proprie le direttive del Papa Giovanni Paolo II contenute in  Evangelium vitae, l’enciclica più importante per quanto concerne la proclamazione e la salvaguardia della dignità della persona umana. Il messaggio che l’Arcivescovo ci ha lasciato ci ha consegnato stamani è molto significativo e ci spinge ad essere determinati.  Il valore della vitaumana è un bene prezioso da tutelare sempre. Il dono della vita, che Dio ha affidato all’uomo, ci impone di prendere coscienza del suo inestimabile valore e di assumerne la responsabilità: questo principio fondamentale dev’essere posto al centro della riflessione, per chiarire e risolvere i problemi morali sollevati in questi anni”.

 

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