Festa Santa Barbara

di Antonio Adamo (diacono)

santa-BarbaraLa chiesa cattolica celebra il quattro dicembre  la commemorazione di Santa Barbara. Anche se le origini del martirio e del culto di questa Santa sono avvolte nella leggenda, è innegabile un nucleo essenziale di verità storica e un esercizio eroico delle sue virtù cristiane,  viste le continue richieste di aiuto di tanti fedeli, soprattutto  vigili del fuoco, artificieri, marina militare e  mercantile, che si rivolgono alla sua intercessione e l’hanno eletta a loro speciale protettrice.
Le poche note divulgative che seguono vogliono essere un piccolo contributo a far conoscere la vita e la santità di questa ragazza e uno dei luoghi dove è venerata come patrona e dove si sta tentando da qualche anno di rimotivare le manifestazioni, anche esterne, in suo onore.
Barbara nasce intorno al III secolo  a Nicomedia, una città dell’Asia Minore affacciata sul Bosforo; è figlia di una nobile famiglia del luogo votata al culto degli dei pagani. La fanciulla viene segretamente in contatto con la fede cristiana da parte della sua governante, poi sua compagna di martirio, ama leggere le Scritture e predilige il commento ad esse che ne da il grande Origene. Raggiunta  l’età da marito, il padre, di nome Dioscuro, la fidanza  e a sua insaputa con il governatore della città. Barbara, venuta a conoscenza della cosa, rifiuta di sposare il giovane,  perché vuole essere per sempre tutta di Gesù, suo unico e vero sposo, e  suscita le ire del padre che dapprima tenta di farla tornare sulla sua decisione con modi gentili e regalìe varie, poi ottenuto un netto rifiuto da parte di lei la chiude per diverso tempo in una torre di sua proprietà, una sorte di prigione dorata. Nel frattempo Barbara intensifica lo studio della Bibbia e la preghiera e fa aprire nella torre una terza finestra per simboleggiare la luce divina che vuole ricevere dalla Trinità.
In seguito a ciò il padre, convinto dell’ insana dottrina praticata dalla Figlia, passa a maniere più forti denunciandola come eretica della religione pagana al magistrato della città, il quale tenuto conto del nobile casato da cui discende, la fa flagellare duramente e poi la fa rinchiudere in prigione, ma dopo pochi giorni le guardie constatano le ferite infertele sono guarite senza che nessun medico sia entrato nella cella. Allora si passa a una punizione più dura e ignominiosa: il taglio dei seni e l’abiura pubblica della fede cristiana,  ma Barbara, umiliata e dolorante ancora una volta e con ancor più energia rifiuta, anzi si professa apertamente cristiana. A quel punto il padre, pagano convinto, diventa suo primo accusatore, e chiede un processo alla fine del quale la ragazza è condannata a morte tramite decapitazione perché cittadina romana; è il padre stesso che preferisce avere una figlia morta piuttosto che cristiana a sostituirsi materialmente al boia, ma nell’istante stesso in cui cade la testa della bella Barbara, un improvviso fulmine incenerisce il barbaro padre.
Barbara è vergine e martire della fede cristiana, la chiesa dei primi secoli le concede grandi onori annoverandola tra i 14 santi ausiliatori di grazie presso il trono di Dio; le sue ossa riposano a Torcello, vicino Venezia.
La personalità di questa santa ha ispirato nel corso del tempo non solo la tradizione popolare ma anche le arti pittoriche e letterarie.
A Rovito, nella presìla cosentina, sorge alla sommità del paese  una chiesa parrocchiale duecentesca ampia, di stile romanico dedicata alla Santa, arricchita nel corso dei secoli da elementi gotici e rinascimentali. La grande pala d’altare raffigurante il martirio di S.Barbara è firmata dal Rubens, la statua lignea processionale, lavorata a foglia oro contiene nel petto una reliquia della santa.
Oggi la processione per le vie del paese non si svolge più, ma continua la devozione con la novena di preghiere in preparazione al 4 dicembre, caratterizzata quest’anno dalla presenza del nuovo parroco, e da un pò di anni questa giornata è diventata festa della Protezione Civile Comunale che si affida alla  protezione di S.Barbara nella sua missione di aiuto nelle situazioni di grave necessità pubblica.
A Rovito il 4 dicembre continua a essere Festa Patronale, rinnovata nelle forme ma genuina nei contenuti, monito ai più giovani ad impegnarsi nel bene del loro borgo, che vanta una storia secolare di gloria nei propri cittadini (poeti, artisti, letterati) e nell’ immenso patrimonio artistico, soprattutto ecclesiastico, conosciuto bene da chi scrive, perché cresciuto per le strade e nelle chiese e tra la gente di questo paese che una volta visitato rimane nel cuore e il suo ricordo consola nei momenti tristi, crea una casa ideale in cui poter riposare e calmare le proprie tensioni.

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