Modello Auspicabile!!!

Di Michele Iannello

Regna il caos in questa tornata elettorale, qualcuno pensava il contrario? Il sistema bipopolare è finito, stiamo attraversando momenti di grandi mutamenti, situazioni di distruzione morale e materiale che da troppo tempo, mettono a dura prova il sottile equilibrio tra Istituzioni e cittadini. Si avverte forte, quel bisogno di una figura “carismatica” che sia in grado di far confluire diversi pensieri e programmi che abbiano il solo fine di non creare una situazione di emergenza politica. Ci troviamo di fronte ad una “farsa” nel vero senso della parola, siamo in procinto nei prossimi mesi di prendere misure di contenimento dei conti e rientro dal debito e non facciamo altro che parlare di Governo di scopo, Governo tecnico, Governo di emergenza. Le prospettive d’instabilità politica bloccano gli investimenti, il tessuto produttivo appeso a un filo. Le aziende costrette rateizzare gli stipendi, 47000 Imprese protestate eppure, ci permettiamo il lusso di spendere 390.000.000 di euro per delle Elezioni politiche che di veritiero e risolutorio hanno davvero poco. Ci vuole un pacchetto di riforme credibile nel contenere la spesa e favorire la crescita purtroppo, le riforme stesse toccano gli interessi e quindi incontrano resistenze. Se non si punta su un governo di larghe intese, certamente andremo incontro a un Governo instabile con i giorni contati, dove il tempo sarà la variabile cruciale. Più si allungherà il tempo, più aumenterà nei partiti la paura delle prossime elezioni che vedranno avvicinarsi il momento in cui dovranno rispondere al popolo di tutto ciò che nel “temporaneo” hanno acconsentito.

La sinistra sta dimostrando l’incapacità di impostare una strategia unitaria. Al momento, l’unica soluzione di respiro (addirittura improponibile per coloro che fanno della politica personalismi e ambizioni personali) sarebbe l’accordo tra PD e PDL. Unico neo, Bersani deve scegliere tra responsabilità nazionale e l’antiberlusconismo. Oltre che far fronte a scontri interni di partito (vedi Bersani-Renzi) per quanto concerne il finanziamento pubblico ai partiti. Tutto ciò, dimostra il reale valore democratico dei diversi partiti con programmi astratti e atteggiamenti “sordivi” alle soluzioni dei problemi posti dalla situazione attuale. Se la strategia dell’altenativa, come proiezione del futuro si fa, sempre più forte deve essere sostenuta da un’impostazione strutturale e culturale sufficiente a darle credibilità. In questo caso, ci troviamo dinnanzi a un ritardo politico nel gestire l’immediato e il ritardo culturale ad interpretare l’evolversi degli eventi. In uno stato di “emergenza”, non vedo inciucio in un accordo politico volto all’introduzione di precise riforme, in grado di far ripartire il sistema economico( vedi aumento dell’iva, abolizione della riforma Fornero, incentivi alle imprese, incentivi per l’agricoltura ma soprattutto allentamento del Patto di stabilità che riguarda i Comuni.

Dovremmo avere dei segnali forti che ci aiutino a ripartire, a essere quel paese “vivo” che quando vede o sente minacciata la propria democrazia dovrebbe scuotere le masse più numerose dallo stato di passività e  diffidenza. Bisogna sfidarsi sulle questioni concrete, i problemi dei costi della politica vanno affrontati concretamente e senza farne propaganda elettorale. Pensate alcuni dei “trombati” illustri dell’ultima tornata elettorale:

Fini:  Buonuscita 250.000 euro    + pensione   6500 euro al mese

Di pietro: Buonuscita 60.000 euro    +  pensione   4300 euro al mese

Marini.  Buonuscita  174.000 euro   + doppio vitalizio   5300 euro al mese più la pensione da sindacalista.

Per i partiti un rimborso compreso tra i 160-200 milioni di euro

Pensate, in italia avevamo un politico in grado di rendere un servizio al cittadino senza pensare a remunerazioni onerose ma, è andato via 60 anni fa dal Piemonte e vive in Uruguay. Ebbene è l’attuale Presidente in carica Josè Pepe Mujica, vive con uno stipendio di 500 dollari al mese di cui 7500 li dà in beneficenza.  E pensare che Napolitano guadagna 250.000 euro!!!!!

Grillo grande improvvisatore, linee rivoluzionarie ma aderenti alla necessità e profondamente concreto nell’iniziativa popolare. In lui la massa ha riconosciuto il diritto al riscatto, introdurre si fermezza e decisione ma allo stesso tempo di apertura al dialogo. Grillo e Casaleggio, nel caso in cui si potrebbe andare incontro ad accordi, hanno minacciato di uscire dal Movimento. Ebbene, si dice no ancor prima della seduta del 15 marzo lì, in Parlamento si troveranno a rappresentare un 26% che ha bisogno di risposte concrete alla crisi e non chiedono di destabilizzare ancor di più un paese sull’orlo della catastrofe. Una buona politica deve prescindere dai personalismi e onnipotenze, abbiamo bisogno di persone umili che sui “banchi” Parlamentari portino risoluzioni adeguate al disagio attuale.

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