Non è un “Papa nero”, ma è sempre uno straniero… pur con sangue italiano

Di Alessandro Amodio (pubblicato su Dirittodicronaca.it)

Habemus Papam! «Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Jorge Mario, Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem Bergoglio, qui sibi nomen imposuit Francesco».
 No, alla fine, non è un Papa nero – come avevamo vagheggiato – ma è sempre uno straniero pur con sangue italiano.
Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è il primo Pontefice dell’America latina e comincia già ad essere un orgoglio (che fa rima con… Bergoglio), non solo per le sue origini astigiane (che ci fanno piacere), ma soprattutto per la “ventata” d’aria nuova che sta già portando nella Chiesa Cosmopolita.
Un Papa da cui bisognerebbe prendere esempio… per la sua umiltà, per quanto sta già facendo e dicendo, per ciò che vuole essere (e non apparire), perché è già entrato nel cuore di tutti…
All’inizio – diciamoci la verità – siamo rimasti un po’ spiazzati, specie dal quel Ber… iniziale che c’aveva fatto temere per qualcuno che già conosciamo – e purtroppo bene – in casa nostra…
Ma questo è di tutt’altra pasta e – per dirla tutta – qualcuno dei nostri politici dovrebbe prendere esempio da Papa Francesco!!!
Sì, un bagno d’umiltà per tutti, che dia un senso della solidarietà estrema, da parte di un “uomo venuto da molto lontano” (giusto per ricordare il ritornello della canzone di Amedeo Minghi dedicata a Papa Wojtila), che i «fratelli Cardinali – come ha detto appena eletto – sono andati a prendere alla fine del mondo», ma che forse era necessario non solo per la Chiesa ma anche per la nostra società a livello universale…
E chissà che sulla scia di Papa Francesco, qualcosa non cambi in meglio nel mondo, specie nel terzo mondo, pensando alle “sue” favelas dell’Argentina dove andava ad “evangelizzare” anche da Vescovo prim’ancora che Cardinale; dove c’è bisogno di pensare davvero ad «una Chiesa povera per i poveri», una Chiesa che si spogli di una certa austerità e che torni ad essere presente per i bisognosi, i diseredati, gli ammalati, i senzatetto…in una sola parola i poveri di questo Mondo…
Che poi di povertà, visti i tempi, si vive purtroppo anche in Italia e non sarebbe male che un nuovo Papa, che ha scelto non a caso il nome di Francesco, sia il gesuita, l’evangelizzatore, l’uomo misericordioso di cui il Mondo globale ha tanto bisogno…
Un segno del destino, si dirà… di quel destino che può cambiare il corso della storia e, quindi, degli uomini…
Mai visto – almeno a mia memoria – un Papa che finita la concelebrazione di una Santa Messa attenda tutti sull’uscio della porta per dare un saluto a chiunque, una parola di conforto a chi soffre, un bacio ai più piccoli, un pensiero a chi viene da lontano, un messaggio di speranza a tutti…
Ed allora – sempre “A…mod…o… mi…o” – penso che questo Pontefice debba essere l’esempio per la società di là da venire…
Un piccolo segnale? Forse è già arrivato dalla politica, a prescindere dal fatto che proprio la politica l’ha già ricordato nelle due Aule Parlamentari sabato scorso, ma modestamente, l’elezione a presidenti della Camera e del Senato di Laura Boldrini e Pietro Grasso, rappresenta un segnale del cambiamento di un’Italia che vuole rinnovarsi davvero!!!
La Boldrini, da una vita al fianco dell’Onu per i rifugiati, che pensa ai disoccupati, ai pensionati, agli esodati, ad uno stato sociale diverso, alla violenza sulle donne da combattere con maggiore incisività, alla solidarietà verso chi soffre è un esempio che richiama – pur le dovute proporzioni – alla “misericordia” citata più volte dal nuovo Santo Padre;
Ed anche lo spessore integerrimo di Grasso, da una vita al servizio dello Stato contro la criminalità organizzata e la mafia, richiama nelle parole ricordate, così come espresse, da Antonino Caponnetto e nella sua amicizia con “servitori” dello Stato, come Falcone e Borsellino, quel senso di appartenenza ad una società civile e democratica che vuole “scacciare” il demonio inteso come la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra, il malaffare, il male in senso generico per far e dar spazio al bene comune…
Uno “spartiacque” quello che va dal 13 al 16 marzo per la Chiesa mondiale e per la politica italiana?
È quello che ci si augura, perché sarebbe davvero “galvanizzante” prendere ad esempio Papa Francesco che vuole, con il suo vivo esempio solidale, spogliarsi dell’alterigia della Chiesa per dire «andate e predicate la parola di Dio», e commisurarlo – pur solo in alcune sfumature – con una nuova politica del’ascolto verso chi non ce la fa a tirare a campare; i barboni, chi non ha un lavoro, chi ruba per procurarsi da mangiare, chi sopravvive, chi spera solo in un futuro migliore…
E allora – sempre “A…mod…o… mi…o” – mi permetto di dire un “bravo” a chi con animo nobile e senza alcun tornaconto personale ha permesso l’elezione di questi due presidenti alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica…
Speriamo che sia l’inizio di una nuova era, sotto ogni profilo: sociale e morale…
D’altro canto, chi l’ha fatto liberamente e senz’alcuna costrizione di sorta, non ha fatto altro che attenersi a quanto previsto dall’articolo 67 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato».
Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione più assoluta ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. In altre parole, per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli permisero di essere eletto ad una delle Camere (divieto di mandato imperativo). Il vincolo che lo lega agli elettori assume, invece, la natura di responsabilità politica.
«Habemus Papam», dunque, e speriamo di poter proferire presto – grazie anche all’esempio illuminante di questo nuovo Pontefice – un «Habemus Governum» degno di tale nome, che si metta davvero al “servizio dei cittadini” così come Papa Francesco si è messo al servizio della Chiesa universale!
Alla prossima, allora sempre con amodomio@dirittodicronaca.it
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