Ecce Agnus Dei qui tollis peccata mundi. Brevi riflessioni

Di Cesare De Rosis

1565_0“Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo”. E’ l’espressione che il sacerdote utilizza nella liturgia della celebrazione eucaristica prima di comunicarsi e prima di distribuire la comunione ai fedeli che si accostano alla mensa del Signore, avendo partecipato alla celebrazione della Parola e dell’Eucaristia, su cui si struttura la Santa Messa. Si tratta di un’espressione che è tratta dal Vangelo di Giovanni . in latino suonasse così: Agnus Dei qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Sarebbe interessante sapere come fosse in greco, se la lingua greca fu precedente a quella latina nella storia della liturgia. Ma restiamo al latino. In latino “peccata” è plurale. Ma parrebbe meglio al singolare, come dice Daniele, visto che nella precedente traduzione si è tradotto “tollis” con “togli” e il “togliere” in effetti sta meglio con il singolare di “peccato” che con il plurale: togliere il peccato, meglio che togliere i peccati, è più simbolico e definitivo. Fatto sta che tollis viene da “fero, fers, tuli, latum, ferre” che invece significa “portare” e non “togliere” e non si sa come mai la traduzione, dal latino in italiano, abbia cambiato “atto” oltre che cambiare lingua: chi ha pregato e celebrato prima della traduzione ha pregato e celebrato “portare”. E allora l’Agnello non porta “il peccato del mondo” ma porta “i peccati del mondo” perché l’Agnello è il sacrificio di Cristo, e questo si ripete nel tempo e ai peccati espiati dal sacrificio precedente si aggiungono i peccati ancora da espiare. L’Agnello non è il simbolo di una azione, ma è l’azione stessa e perciò non può esserne, ripetutamente, anche il risultato: portando al sacrificio tutti i peccati del mondo in effetti toglierà il peccato del mondo, ma ciò succederà alla fine dei tempi, non nel secolo. Ora, nel tempo sacramentale, i peccati li “porta”, ma non può “togliere” il peccato, altrimenti renderebbe superfluo il sacramento nel nostro tempo. Secondo me perciò la traduzione di “peccata” è giusta sia al plurale perché nel togliere dobbiamo comprendere anche il “portare”. Una chiarimento a riguardo, comunque arriva gia dal Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 608: «Dopo aver accettato di dargli il battesimo tra i peccatori, Giovanni Battista ha visto e mostrato in Gesù l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Gv 1,29.36). Egli manifesta così che Gesù è insieme il Servo sofferente che si lascia condurre in silenzio al macello (Is 53,7; Ger 11,19) e porta il peccato delle moltitudini (Is 53,12) e l’Agnello pasquale simbolo della redenzione di Israele al tempo della prima pasqua (cfr. Es 12,3-14; Gv 19,36; 1Cor 5,7). Tutta la vita di Cristo esprime la sua missione: servire e dare la propria vita in riscatto per molti (Mc 10,45)». Sulle motivazioni dell’appellativo Agnus Dei, esistono svariati testi ma ne consiglio, per chi volesse approfondire uno breve Giacinto Butinadaro:  Perché Gesù Cristo è chiamato l’Agnello di Dio o l’Agnello? In “Sentieri Antichi”.

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2 risposte a “Ecce Agnus Dei qui tollis peccata mundi. Brevi riflessioni

  1. Ciao, sono Emanuele da Torino, e sto facendo una breve ricerca sul termine “che toglie i peccati dal mondo”. In latino esso è stato tradotto col verbo fero; risalendo però al greco, la lingua originale dell’Evangelo Giovanneo, troviamo il vero αἴρω, ovvero sia portare su (di sé), ma anche portare via, e dunque togliere. Latino e Italiano, dunque, seguono semplicemente due significati diversi del greco. D’altronde anche il verbo tollo ha, tra i significati secondari, proprio l’accezione di portare via, e dunque di togliere. Buon Natale!

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  2. Ciao, sono Emanuele da Torino, e sto facendo una breve ricerca sulla frase “che toglie i peccati dal mondo”. In latino esso è stato tradotto col verbo tollo, a sua volta derivante da fero; risalendo però al greco, la lingua originale dell’Evangelo Giovanneo, troviamo il vero αἴρω, ovvero sia portare su (di sé), ma anche portare via, e dunque togliere. Latino e Italiano, dunque, seguono semplicemente due significati diversi del greco. D’altronde anche il verbo tollo ha, tra i significati secondari, proprio l’accezione di portare via, e dunque di togliere. Buon Natale!

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