Archivi del mese: maggio 2013

I ragazzi di Porte Aperte in risposta alla lettera della conterranea e amica Francesca Chaouqui pubblicata sul sito del Corriere della Sera.

I giovani dell’associazione politico-culturale “Porte Aperte

Cara amica, purtroppo, questa volta, ci vediamo costretti a venire a Roma, dove vivi, per farti una bella “tiratina d’orecchie”. La tua lettera pubblicata sul sito del Corriere della Sera è, ovviamente, completamente disallineata con la reale condizione sociale calabrese oltre che pericolosamente infangante e denigratoria.
Non si può romanzare sulla dignità di un popolo che ha fame di rivincita politica e sociale, o almeno, non si può farlo attraverso le inesattezze e le distorsioni fattuali che caratterizzano la tua missiva. Non si può relazionare la tragica morte di Fabiana, frutto di una violenza agghiacciante, con l’essere “uomminu” calabrese. Non si può sostenere che in Calabria la violenza sia legata alla concezione di virilità e che, pertanto, faccia “parte del gioco delle coppie”!
In Calabria, l’uomo e la donna vivono lo stesso mondo fatto di amore, tenerezze, sorrisi e lacrime, alterchi che possono purtroppo anche sfociare in gravi episodi che si realizzano non solo in Calabria ma in Italia, in Francia, in Europa, in America, nel mondo e che non dipendono certamente dall’essere calabrese ma da una personale predisposizione alla violenza.
A San Sosti, il paese di 2000 abitanti, dove assieme a te abbiamo vissuto un’infanzia e un’adolescenza sgombre da accadimenti misogini, e dove ancora noi, giovani di Porte Aperte continuiamo a vivere, fieri di essere calabresi, sorge il santuario della Madonna del Pettoruto, madre di giustizia e di prosperità. In moltissimi si recano da lei per chiederle il trionfo dell’amore e della giustizia e, le giovani coppie per invocare l’arrivo di un bimbo o una bimba sani, senza distinzione di sesso. A Corigliano, paese  con un’economia in significativo sviluppo  e dove si vedono rari fumanti caminetti, forse si invoca san Francesco di Paola ma con la stessa intenzione: avere un figlio, maschio o femmina che sia, la gioia è uguale.
Gli uomini non mettono il “bavaglio” alle donne. Donne fiere e con la consapevolezza di vivere in una terra piena di risorse poco valorizzate e di problemi che niente hanno in comune con lo spaccato sociale da te descritto. Perché NON ESISTE! Non esiste la cinematografica insubordinazione della donna calabrese di cui parli. La donna calabrese, la mamma calabrese reagisce e come se reagisce; è forte, leale, sicura, libera, pienamente libera di amare e fortemente coraggiosa.
E coraggiosi sono gli uomini, i padri che combattono ogni giorno per levarsi di dosso il marchio di delinquente genetico che loro vergognosamente si imputa, rispettando le loro donne, mamme, figlie, mogli con le quali dialogano e costruiscono, non distruggono.
Il vero dramma sta nei figli che oltraggiano e scappano, nei figli che si lamentano da lontano e nulla fanno per la loro terra ma anzi la infangano e la umiliano.
Un plauso a chi resta e si batte per risolvere i veri problemi della realtà nazionale e locale. I problemi, per esempio, di chi non riesce ad arrivare a fine mese e non perché non ha la competenza di ricoprire posti di successo ma forse perché senza “una buona parola” non li ha ottenuti.
Siamo indignati per l’immagine che hai dato di una realtà sicuramente disagiata, non priva di drammi e piaghe sociali ma giammai culturalmente degradata. La Calabria si risolleverà liberandosi dal peso degli stereotipi perché ci sono giovani che non la abbandonano, che non giudicano senza conoscere, che non cercano vana gloria, che lottano per una terra meravigliosa che è stata e sarà sempre culla di civiltà e di cultura, ponte di collegamento tra presente, passato e futuro.

I giovani dell’associazione politico-culturale “Porte Aperte” si stringono attorno alla famiglia Luzzi per la perdita della piccola Fabiana.

” Per tutti “noi” CALABRESI!!!

Di Michele Iannello

Terra calda la nostra,
con sole, mare e armonia
può “viverla” solo chi sa stare in allegria!
Tanti partono e van lontano,
con la speranza che il loro viaggio non sia vano,
lasciano amici, amori e “pagliette”
portando nel loro cuore tante belle “strofette”.
Nel cuor ho tanta rabbia,
… tristezza e malinconia
ma prometto di tornar presto alla terra mia;
L’amo, la vivo e non ho vergogna
del rinnego e l’odio
lascio agli altri la “rogna”.
La mia terra è donna,
di attenzioni, amore e rispetto ha bisogno
così come sarà in ogni parte del mondo;
Essa, di pregiudizi e critiche non ha bisogno,
va solo vissuta e goduta,
non avrà eccessi o meraviglie ma,
impartisce grandi “valori” tramandati da nonni e genitori ai figli.
Mio figlio è piccolo e ama cantare,
“fior di cucuzza” e “calabrisella” sa ben interpretare
che rimanga o giri il mondo, poco importa.
Non è questione di mentalità ma di educazione
se qualcuno il senso ha perduto che “torni”, c’è ” A Madonna U’ Pittiruto!!!!!

Ps: Ci sono stati giovani Calabresi, che non hanno potuto godere delle gioie che la vita di sicuro gli riservava. Nessuno di noi, può scegliere il posto dove nascere ma, può scegliere dove vivere. Noi Sansostesi, siamo contenti che tu viva “altrove”.

Un abbraccio a tutti coloro che sono lontani.

Una fondazione per tutelare i santuari mariani di Praia a Mare e San Sosti. La Commissione dice si

Fonte: infooggi.it

REGGIO CALABRIA, 27 MAGGIO 2013 – Una fondazione per promuovere la tutela e la valorizzazione dei santuari mariani della Madonna della Grotta, di Praia a Mare, e della Madonna del Pettoruto, di San Sosti.
L’ente potrebbe presto essere istituito grazie al progetto di legge presentato dal consigliere regionale Gianluca Gallo ed approvato con voto unanime dalla Terza commissione consiliare. «La significativa ricchezza paleo-antropologica dei due santuari, unitamente al loro valore storico e culturale – osserva il vicecapogruppo consiliare dell’Udc – rendono necessario intraprendere iniziative che valgano da un lato a preservare l’esistente, e dall’altro a valorizzarlo ai fini di una crescita sociale ed economica dell’intero comprensorio, facendone risorsa di pregio non solo del popolo calabrese, quanto dell’umanità intera, se possibile sotto l’egida dell’Unesco. A questo tende il progetto di legge, che individua nello strumento della fondazione quello giuridicamente più idoneo a cogliere i risultati fissati».
Il santuario praiese, posto nel ventre di tre cavità rocciose a circa 90 metri sul livello del mare, frequentato già dai monaci basiliani, ospita la statua della Vergine, detta della Grotta. Quello sansostese, invece, eretto nel 1274, accoglie al suo interno la leggendaria statua in pietra della Vergine. Dopo il via libera della Terza Commissione, il provvedimento approderà presto in Aula, per il voto definitivo. Il testo licenziato prevede che «l’istituenda fondazione si adoperi per promuovere l’inserimento del sito nel patrimonio Unesco». Contemplata, altresì, l’instaurazione di rapporti istituzionali stabili con le altre fondazioni similari già operanti in Italia, oltre che con la Regione Calabria, la Soprintendenza ai beni architettonici e culturali, i Comuni interessati e, naturalmente, la Diocesi di San Marco Argentano-Scalea.

Ad Altomonte convegno Premiazione della Borsa di studio in memoria di Michele Presta

Fonte Sibarinet

BORSA DI STUDIO PRESTALunedì 27 maggio, ad Altomonte, Salone Razetti, con inizio alle ore 9,30, si terrà il Convegno Premiazione della Borsa di studio in memoria di Michele Presta.
L’iniziativa, promossa dalla Cgil Comprensoriale Pollino-Sibaritide-Tirreno, dalla Cgil Regionale Calabria e dalla Camera del Lavoro “Michele Presta” di Altomonte-Valle dell’Esaro, conclude un percorso iniziato a dicembre 2012 con il coinvolgimento dell’Istituto Omicomprensivo di Altomonte e con la pubblicazione e pubblicizzazione del bando avvenuta a febbraio del 2013 e che era articolato su due temi:
a) per la Scuola Secondaria di Primo grado: “Vecchie e nuove migrazioni. Quando gli emigranti eravamo noi. L’immigrazione oggi nel nostro territorio tra discriminazione, accoglienza ed integrazione”;
b) per la Scuola Secondaria di Secondo grado: “Le lotte per il lavoro nell’ambito del proprio territorio in rapporto alle conquiste di emancipazione, ai diritti di cittadinanza sociale e al benessere economico delle classi lavoratrici”.
Le due borse di studio verranno assegnate ai due studenti Continua a leggere

Un calabrese alla Fiera internazionale del Libro di Torino. “Con altri occhi” di Tommaso Orsimarsi passa anche per i luoghi di San Sosti.

Fonte: Strettoweb.com

con-altri-occhiCon altri occhi “ dello scrittore e poliziotto cosentino Tommaso Orsimarsi, edito dalla Luigi Pellegrini editore, rappresenterà la Calabria, alla prossima Fiera internazionale del libro di Torino, 16 – 20 maggio 2013, con uno spazio riservato nello stand Calabria spazio incontri. La Calabria da leggere, indossa dunque gli abiti della festa per offrirsi a quanti la vogliono conoscere attraverso le pagine di Orsimarsi e del suo viaggio filosofico, storico sentimentale, ambientato nei comuni di Laino Castello, Papasidero, Mormanno, Morano Calabro, Frascineto, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Civita, San Lorenzo Bellizzi, Altomonte, Lungro, Rossano, San Marco Argentano, Tarsia, Rossano, San Giovanni Fiore, Spezzano Albanese, San Sosti, San Demetrio Corone, Cassano allo Ionio, Santa Maria del Cedro, Scanzano Ionico, Martirano, Cotronei,Tropea,Villa San Giovanni, Crotone Catanzaro, Cosenza, che farà conoscere una regione intera vista da un punto di vista nuovo e interessantissimo.

La scelta del romanzo , come opera rappresentativa della regione ospite d’onore della stessa fiera è stata dettata dal suggerimento che lo stesso autore da nell’opera : amare un po’ di più questa terra ricca di storia ,tradizioni, cultura. Come precisa ancora Orsimarsi , “Con altri occhi” non è distante dalla città piemontese che ospita la Continua a leggere

Festa della Cinta 5 maggio 2013!

famiglia de marcoSul giornale interattivo si pubblicano i video della ricorrenza della Sacra Cinta. La Cinta, quest’anno, è stata portata alla Madonna dalla fanciulla Ludovica De Marco di San Sosti.

Finisce in cella a 93 anni

Fonte Positanonews

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul caso di un anziano di 93 anni, un eroe di guerra, nato nel 1919, malato, non autosufficiente, che è stato prelevato dalla casa di cura di San Sosti, dove era ricoverato, e trasportato in carcere a Castrovillari, per scontare una condanna definitiva (perché non appellata dal difensore d’ufficio dell’uomo) di 6 mesi per minaccia, per una vicenda assolutamente irrilevante.