Archivi del giorno: 29 Mag, 2013

I ragazzi di Porte Aperte in risposta alla lettera della conterranea e amica Francesca Chaouqui pubblicata sul sito del Corriere della Sera.

I giovani dell’associazione politico-culturale “Porte Aperte

Cara amica, purtroppo, questa volta, ci vediamo costretti a venire a Roma, dove vivi, per farti una bella “tiratina d’orecchie”. La tua lettera pubblicata sul sito del Corriere della Sera è, ovviamente, completamente disallineata con la reale condizione sociale calabrese oltre che pericolosamente infangante e denigratoria.
Non si può romanzare sulla dignità di un popolo che ha fame di rivincita politica e sociale, o almeno, non si può farlo attraverso le inesattezze e le distorsioni fattuali che caratterizzano la tua missiva. Non si può relazionare la tragica morte di Fabiana, frutto di una violenza agghiacciante, con l’essere “uomminu” calabrese. Non si può sostenere che in Calabria la violenza sia legata alla concezione di virilità e che, pertanto, faccia “parte del gioco delle coppie”!
In Calabria, l’uomo e la donna vivono lo stesso mondo fatto di amore, tenerezze, sorrisi e lacrime, alterchi che possono purtroppo anche sfociare in gravi episodi che si realizzano non solo in Calabria ma in Italia, in Francia, in Europa, in America, nel mondo e che non dipendono certamente dall’essere calabrese ma da una personale predisposizione alla violenza.
A San Sosti, il paese di 2000 abitanti, dove assieme a te abbiamo vissuto un’infanzia e un’adolescenza sgombre da accadimenti misogini, e dove ancora noi, giovani di Porte Aperte continuiamo a vivere, fieri di essere calabresi, sorge il santuario della Madonna del Pettoruto, madre di giustizia e di prosperità. In moltissimi si recano da lei per chiederle il trionfo dell’amore e della giustizia e, le giovani coppie per invocare l’arrivo di un bimbo o una bimba sani, senza distinzione di sesso. A Corigliano, paese  con un’economia in significativo sviluppo  e dove si vedono rari fumanti caminetti, forse si invoca san Francesco di Paola ma con la stessa intenzione: avere un figlio, maschio o femmina che sia, la gioia è uguale.
Gli uomini non mettono il “bavaglio” alle donne. Donne fiere e con la consapevolezza di vivere in una terra piena di risorse poco valorizzate e di problemi che niente hanno in comune con lo spaccato sociale da te descritto. Perché NON ESISTE! Non esiste la cinematografica insubordinazione della donna calabrese di cui parli. La donna calabrese, la mamma calabrese reagisce e come se reagisce; è forte, leale, sicura, libera, pienamente libera di amare e fortemente coraggiosa.
E coraggiosi sono gli uomini, i padri che combattono ogni giorno per levarsi di dosso il marchio di delinquente genetico che loro vergognosamente si imputa, rispettando le loro donne, mamme, figlie, mogli con le quali dialogano e costruiscono, non distruggono.
Il vero dramma sta nei figli che oltraggiano e scappano, nei figli che si lamentano da lontano e nulla fanno per la loro terra ma anzi la infangano e la umiliano.
Un plauso a chi resta e si batte per risolvere i veri problemi della realtà nazionale e locale. I problemi, per esempio, di chi non riesce ad arrivare a fine mese e non perché non ha la competenza di ricoprire posti di successo ma forse perché senza “una buona parola” non li ha ottenuti.
Siamo indignati per l’immagine che hai dato di una realtà sicuramente disagiata, non priva di drammi e piaghe sociali ma giammai culturalmente degradata. La Calabria si risolleverà liberandosi dal peso degli stereotipi perché ci sono giovani che non la abbandonano, che non giudicano senza conoscere, che non cercano vana gloria, che lottano per una terra meravigliosa che è stata e sarà sempre culla di civiltà e di cultura, ponte di collegamento tra presente, passato e futuro.

I giovani dell’associazione politico-culturale “Porte Aperte” si stringono attorno alla famiglia Luzzi per la perdita della piccola Fabiana.

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” Per tutti “noi” CALABRESI!!!

Di Michele Iannello

Terra calda la nostra,
con sole, mare e armonia
può “viverla” solo chi sa stare in allegria!
Tanti partono e van lontano,
con la speranza che il loro viaggio non sia vano,
lasciano amici, amori e “pagliette”
portando nel loro cuore tante belle “strofette”.
Nel cuor ho tanta rabbia,
… tristezza e malinconia
ma prometto di tornar presto alla terra mia;
L’amo, la vivo e non ho vergogna
del rinnego e l’odio
lascio agli altri la “rogna”.
La mia terra è donna,
di attenzioni, amore e rispetto ha bisogno
così come sarà in ogni parte del mondo;
Essa, di pregiudizi e critiche non ha bisogno,
va solo vissuta e goduta,
non avrà eccessi o meraviglie ma,
impartisce grandi “valori” tramandati da nonni e genitori ai figli.
Mio figlio è piccolo e ama cantare,
“fior di cucuzza” e “calabrisella” sa ben interpretare
che rimanga o giri il mondo, poco importa.
Non è questione di mentalità ma di educazione
se qualcuno il senso ha perduto che “torni”, c’è ” A Madonna U’ Pittiruto!!!!!

Ps: Ci sono stati giovani Calabresi, che non hanno potuto godere delle gioie che la vita di sicuro gli riservava. Nessuno di noi, può scegliere il posto dove nascere ma, può scegliere dove vivere. Noi Sansostesi, siamo contenti che tu viva “altrove”.

Un abbraccio a tutti coloro che sono lontani.