I ragazzi di Porte Aperte in risposta alla lettera della conterranea e amica Francesca Chaouqui pubblicata sul sito del Corriere della Sera.

I giovani dell’associazione politico-culturale “Porte Aperte

Cara amica, purtroppo, questa volta, ci vediamo costretti a venire a Roma, dove vivi, per farti una bella “tiratina d’orecchie”. La tua lettera pubblicata sul sito del Corriere della Sera è, ovviamente, completamente disallineata con la reale condizione sociale calabrese oltre che pericolosamente infangante e denigratoria.
Non si può romanzare sulla dignità di un popolo che ha fame di rivincita politica e sociale, o almeno, non si può farlo attraverso le inesattezze e le distorsioni fattuali che caratterizzano la tua missiva. Non si può relazionare la tragica morte di Fabiana, frutto di una violenza agghiacciante, con l’essere “uomminu” calabrese. Non si può sostenere che in Calabria la violenza sia legata alla concezione di virilità e che, pertanto, faccia “parte del gioco delle coppie”!
In Calabria, l’uomo e la donna vivono lo stesso mondo fatto di amore, tenerezze, sorrisi e lacrime, alterchi che possono purtroppo anche sfociare in gravi episodi che si realizzano non solo in Calabria ma in Italia, in Francia, in Europa, in America, nel mondo e che non dipendono certamente dall’essere calabrese ma da una personale predisposizione alla violenza.
A San Sosti, il paese di 2000 abitanti, dove assieme a te abbiamo vissuto un’infanzia e un’adolescenza sgombre da accadimenti misogini, e dove ancora noi, giovani di Porte Aperte continuiamo a vivere, fieri di essere calabresi, sorge il santuario della Madonna del Pettoruto, madre di giustizia e di prosperità. In moltissimi si recano da lei per chiederle il trionfo dell’amore e della giustizia e, le giovani coppie per invocare l’arrivo di un bimbo o una bimba sani, senza distinzione di sesso. A Corigliano, paese  con un’economia in significativo sviluppo  e dove si vedono rari fumanti caminetti, forse si invoca san Francesco di Paola ma con la stessa intenzione: avere un figlio, maschio o femmina che sia, la gioia è uguale.
Gli uomini non mettono il “bavaglio” alle donne. Donne fiere e con la consapevolezza di vivere in una terra piena di risorse poco valorizzate e di problemi che niente hanno in comune con lo spaccato sociale da te descritto. Perché NON ESISTE! Non esiste la cinematografica insubordinazione della donna calabrese di cui parli. La donna calabrese, la mamma calabrese reagisce e come se reagisce; è forte, leale, sicura, libera, pienamente libera di amare e fortemente coraggiosa.
E coraggiosi sono gli uomini, i padri che combattono ogni giorno per levarsi di dosso il marchio di delinquente genetico che loro vergognosamente si imputa, rispettando le loro donne, mamme, figlie, mogli con le quali dialogano e costruiscono, non distruggono.
Il vero dramma sta nei figli che oltraggiano e scappano, nei figli che si lamentano da lontano e nulla fanno per la loro terra ma anzi la infangano e la umiliano.
Un plauso a chi resta e si batte per risolvere i veri problemi della realtà nazionale e locale. I problemi, per esempio, di chi non riesce ad arrivare a fine mese e non perché non ha la competenza di ricoprire posti di successo ma forse perché senza “una buona parola” non li ha ottenuti.
Siamo indignati per l’immagine che hai dato di una realtà sicuramente disagiata, non priva di drammi e piaghe sociali ma giammai culturalmente degradata. La Calabria si risolleverà liberandosi dal peso degli stereotipi perché ci sono giovani che non la abbandonano, che non giudicano senza conoscere, che non cercano vana gloria, che lottano per una terra meravigliosa che è stata e sarà sempre culla di civiltà e di cultura, ponte di collegamento tra presente, passato e futuro.

I giovani dell’associazione politico-culturale “Porte Aperte” si stringono attorno alla famiglia Luzzi per la perdita della piccola Fabiana.

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4 risposte a “I ragazzi di Porte Aperte in risposta alla lettera della conterranea e amica Francesca Chaouqui pubblicata sul sito del Corriere della Sera.

  1. Grazie, per questa degna risposta a questa Vs. ex (per fortuna) concittadina, che dimostra tutta la sua ingratitudine e il razzismo generato dalla rabbia di non aver creato nessun valore nei posti in cui si è vissuto……stiamo molto meglio senza di Lei

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  2. Peppino De Luca

    La nostra Calabria, oggi, è orgogliosa di avere i giovani di “Porte Aperte” e
    persone come ASTRA 2011 che reagiscono con immediatezza alle vili
    offese provenienti da alcune “nullità” così com’è fiera di avere uno STEFANO RODOTA’, (da poco acclamato come salvatore della patria invocandolo Presidente della Repubblica) che, con passione tutta calabrese, ha, oggi, controrisposto duramente a tanti altri giornalisti nostri denigratori per la nota vicenda della piccola Fabiana. Bravi, Peppino De Luca

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  3. Tonino Linori

    congratulazioni ai ragazzi di “Porte aperte”. avete dato una risposta molto eloquente, precisa e dettagliata. Mi associo alla vostra indignazione. Tonino Linori

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  4. francesca e stata infratesa, sono convinto che ama piu di sestessa la calabria dove ogni bene vieni da dio, ogni male da te stesso…
    loin de me leser, tu m’enrichie (camus)……

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