Una sansostese nella commissione di esperti nominati da Papa Francesco

La mossa del Papa per razionalizzare le spese

Dopo quella sullo Ior, Francesco istituisce una nuova commissione – composta di laici – per investigare sulle attività delle altre istituzioni vaticane che gestiscono beni e appalti

Il Papa vuole vederci chiaro, non soltanto sulle attività dello Ior, ma su tutte le attività economico-amministrative della Santa Sede. Con un chirografo simile a quello con cui ha istituito la commissione «referente» sulla «banca vaticana», oggi è stata resa nota la costituzione di un’altra commissione, incaricata di esaminare le attività dell’Apsa e del Governatorato e di altre istituzioni della Santa Sede.
Il chirografo ha porta la data del 18 luglio. La commissione raccoglierà informazioni, riferirà al Papa e coopererà con il Consiglio dei cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede. Lo scopo è quello di preparare riforme nelle istituzioni della Santa Sede, finalizzate «ad una semplificazione e razionalizzazione degli organismi esistenti e ad una più attenta programmazione delle attività economiche di tutte le amministrazioni vaticane». Il tutto per evitare «dispendi di risorse economiche, a favorire la trasparenza nei processi di acquisizione di beni e servizi, a perfezionare l’amministrazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, ad operare con sempre maggiore prudenza in ambito finanziario, ad assicurare una corretta applicazione dei principi contabili ed a garantire assistenza sanitaria e previdenza sociale a tutti gli aventi diritto».
Anche in questo caso, come in quello della commissione sullo Ior, «il segreto d’ufficio ed altre eventuali restrizioni stabilite dall’ordinamento giuridico non inibiscono o limitano l’accesso della commissione a documenti, dati e informazioni necessari allo svolgimento dei compiti affidati». Il gruppo di lavoro terrà costantemente informato il Papa e gli consegnerà tutto l’archivio al termine del suo compito.
I membri della commissione sono laici, esperti di materie giuridiche, economiche, finanziarie e organizzative, già consulenti o revisori di istituzioni economiche vaticane o ecclesiastiche. Unico ecclesiastico è il segretario, monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, segretario della Prefettura degli Affari Economici. Gli altri membri sono: Joseph F.X. Zahra (Malta), con funzione di presidente; Jean-Baptiste de Franssu (Francia); Enrique Llano (Spagna); Jochen Messemer (Germania); Francesca Immacolata Chaouqui (Italia); Jean Videlain-Sevestre (Francia); George Yeo (Singapore). Zahra e Messemer sono revisori internazionali della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
L’iniziativa è simile a quella che ha portato alla commissione sullo Ior, una decisione presa con urgenza anche sull’onda degli sviluppi delle inchieste giudiziarie. Oltretevere però non esiste soltanto l’Istituto per le Opere di Religione: anche l’Apsa, Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, fa investimenti e gestisce una notevole quantità di beni. Per non parlare poi del Governatorato, che si occupa della vita quotidiana del piccolo Stato della Città del Vaticano e dunque degli appalti per la manutenzione, la costruzione, la gestione degli impianti. Proprio le necessità di razionalizzare la gestione delle spese, di non sprecare risorse che potrebbero essere meglio impegnate e di non tollerare appalti pagati a prezzi superiori al dovuto ha reso necessaria questa indagine. Oltre all’Apsa e al Governatorato, dal quale dipendono anche i Musei Vaticani, c’è la gestione degli immobili della Congregazione di Propaganda Fide.
La Santa Sede ha un dicastero, la Prefettura per gli affari economici, alla cui guida c’è il cardinale bertoniano Giuseppe Versaldi, che secondo l’ultima riforma della Curia avrebbe dovuto assumere il ruolo di Corte dei Conti, una sorta di ispettorato generale in grado di entrare nella gestione finanziaria delle altre istituzioni. Ciò in realtà non è mai avvenuto ed è anche per questo che serve istituire delle commissioni «referenti», che raccolgano informazioni e formulino proposte.
È dunque volontà di Francesco arrivare quanto prima a una riforma di queste istituzioni e soprattutto al taglio degli sprechi e delle spese inutili. Anche il lavoro di questa nuova commissione sarà prezioso in vista di quello che dovranno svolgere gli otto cardinali consiglieri, da lui incaricati di studiare una riforma della Curia romana e di aiutarlo nel governo della Chiesa universale.
La commissione inizierà i suoi lavori al più presto, una prima riunione è prevista poco dopo il rientro del Papa dal Brasile. Francesco si augura una «felice e produttiva collaborazione tra la commissione e le amministrazioni vaticane interessate dai suoi lavori».

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