Ok del Parco del Pollino alla ricerca scientifica del Tartufo

Fonte: STRILL

Di seguito la nota diffusa dall’Ufficio stampa: Tartufo del Pollino, c’è l’Ok del Parco e dei Sindaci del Pollino all’avvio della ricerca scientifica per tipizzare e, quindi, valorizzare uno di quei marcatori identitari sui quali questo vasto territorio deve investire in termini turistici, commerciali e di tutela e promozione del paesaggio. Si aggiungono nuovi Comuni alla firma del Protocollo proposto da Slow Food. Coinvolte anche le associazioni dei tartufai. Entro il prossimo VENERDÌ 21 le delibere dei singoli comuni. Entro fine mese un evento pubblico per ufficializzare l’intesa raggiunta.
Il secondo e penultimo momento di incontro tra i Sindaci del territorio, riunitisi questa volta presso il Protoconvento a Castrovillari, su iniziativa dell’Esecutivo LO POLITO, è stato utile e proficuo per raccogliere ulteriori integrazioni alla bozza di protocollo redatta dalla Condotta Slow Food Sibaritide – Pollino e tramessa ai Comuni coinvolti per la necessaria adozione. A introdurre e moderare i diversi contributi è stato l’assessore alle attività produttive Nicola DI GERIO che ha curato, segue e coordina il progetto con gli altri partner.
Importante l’annunciata adesione del Parco del Pollino, spiegata e motivata, per le finalità condivise, dal Presidente Domenico PAPPATERRA il quale ha ringraziato particolarmente il Convivium Slow Food e il Fiduciario Lenin MONTESANTO per la costante attenzione destinata al Pollino ed alla sua ricchezza in termini di biodiversità. – E di evidente e spiccata sensibilità delle istituzioni territoriali del Pollino rispetto ai temi della valorizzazione del paesaggio e dei prodotti del territorio ha parlato il Fiduciario di Slow Food MONTESANTO per il quale la sinergie con gli enti locali, le associazioni e gli imprenditori di quest’area importante della Provincia di Cosenza rappresentano un stimolo prezioso a progettare e condividere in termini di sviluppo sostenibile.
Ai comuni di Castrovillari, Saracena, Morano Calabro, San Basile, Civita, Frascineto, Mormanno, Laino Borgo, Laino Castello, Acquaformosa, Lungro, Papasidero, traducendo in concreto la proposta avanzata dal Sindaco di Saracena Mario Albino GAGLIARDI, si sono aggiunti anche i comuni di San Donato di Ninea, San Sosti, Verbicaro ed Orsomarso indicati, dai presidenti delle due associazioni di tartufai interpellate (Mario GALIMA e Salvatore ARGENTANO), come territori con analoga e documenta presenza di tartufo. Tra le altre richieste integrative: l’ancoraggio del Protocollo al rispetto esplicito, da parte dei comuni aderenti, di un apposito regolamento per la raccolta a tutela dei paesaggi, a cura delle associazioni tartufaie (GAGLIARDI); l’indicazione specifica dei periodi biologici di raccolta del tartufo (PELLICANO).
Alla base dell’iniziativa, partita con un primo incontro a Novacco a SARACENA lo scorso novembre 2013, resta l’indagine avviata dall’ARSAC di Castrovillari, rappresentata da Luigi GALLO e dall’Istituto di Genetica Vegetale del CNR di Perugia (IGV-PG) che ha evidenziato, nel territorio dei comuni indicati, alcune aree particolarmente vocate per il tartufo. È necessario – è questo l’obiettivo ribadito da GALLO nel corso del suo ed articolato intervento tecnico – uno studio più approfondito per una vera e propria mappatura ed arrivare alla tipizzazione di questo tartufo pregiato.
Tra i diversi interventi, anche quelli dei sindaci di Morano Francesco DI LEONE e di Frascineto Francesco PELLICANO; di Pino BARBINO, presidente provinciale della Federazione Italiana Cuochi che ha sottolineato l’importanza che ha, in termini di indotto, la trasformazione del tartufo nell’ambito della ristorazione e di Franco TOMAINO, giovane appassionato e cercatore di funghi di Decollatura (Cz) che ha ricordato l’altra importante funzione di ripristino dei paesaggi rurali e tutela ambientale connessi alla valorizzazione e regolamentazione della raccolta di un Tartufo del Pollino finalmente denominato ufficialmente; un risultato che – ha scandito TOMAINO – eviterà di far vendere, come accade oggi purtroppo, il nostro tartufo in altre regioni, senza alcun riconoscimento della sua reale provenienza.

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