L’orologlio di Gramisci

OLYMPUS DIGITAL CAMERASan Sosti: la torre dell’orologio 

di Francesco Capalbo

Sullo sfondo la Chiesa di Santa Caterina e la torre campanaria negli anni venti

La skyline di San Sosti

Tutti i luoghi, non solo le grandi città, così come gli esseri viventi, hanno un loro profilo che li rende unici e distinguibili.
C’è un’unica differenza: la silhouette di una metropoli è in continua evoluzione, poiché  incessante è lo sviluppo della sua vita materiale che soggioga interi spazi costringendoli a rapide trasformazioni; la sagoma di un piccolo paese subisce invece mutamenti episodici, all’unisono con la flemma che pervade l’esistenza dei suoi abitanti.
La skyline di San Sosti per esempio, si identifica col campanile della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, vergine e martire, che sorgendo sopra una sporgenza, è raggiungibile visivamente da ogni punto del borgo. La facciata esterna della Chiesa nel corso degli  anni ha subito pochi cambiamenti: ancora oggi si ha la possibilità di ammirarla  con le stesse fattezze di quando erano in vita i nostri bisnonni. L’ultima volta che essa è stata ritoccata fu  nel 1914, esattamente cento anni fa.
All’epoca il tempio era sprovvisto sia della torre campanaria, che di un orologio pubblico. L’Amministrazione Comunale, presieduta dal farmacista don Gaetano Guaglianone, pensò bene di .. continua a leggere su Mille storie, mille memorie

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...