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Festa Santa Barbara

di Antonio Adamo (diacono)

santa-BarbaraLa chiesa cattolica celebra il quattro dicembre  la commemorazione di Santa Barbara. Anche se le origini del martirio e del culto di questa Santa sono avvolte nella leggenda, è innegabile un nucleo essenziale di verità storica e un esercizio eroico delle sue virtù cristiane,  viste le continue richieste di aiuto di tanti fedeli, soprattutto  vigili del fuoco, artificieri, marina militare e  mercantile, che si rivolgono alla sua intercessione e l’hanno eletta a loro speciale protettrice.
Le poche note divulgative che seguono vogliono essere un piccolo contributo a far conoscere la vita e la santità di questa ragazza e uno dei luoghi dove è venerata come patrona e dove si sta tentando da qualche anno di rimotivare le manifestazioni, anche esterne, in suo onore.
Barbara nasce intorno al III secolo  a Nicomedia, una città dell’Asia Minore affacciata sul Bosforo; è figlia di una nobile famiglia del luogo votata al culto degli dei pagani. La fanciulla viene segretamente in contatto con la fede cristiana da parte della sua governante, poi sua compagna di martirio, ama leggere le Scritture e predilige il commento ad esse che ne da il grande Origene. Raggiunta  l’età da marito, il padre, di nome Dioscuro, la fidanza  e a sua insaputa con il governatore della città. Barbara, venuta a conoscenza della cosa, rifiuta di sposare il giovane,  perché vuole essere per sempre tutta di Gesù, suo unico e vero sposo, e  suscita le ire del padre che Continua a leggere

Un importante esempio di Iconografia Mariana: L’Achiropita di Rossano.

Di Antonio Adamo

INTRODUZIONE

Il secolo IX, a partire soprattutto dall’827, data di inizio della conquista araba della Sicilia, fu un periodo di eccezionale fortuna per le conquiste dei Saraceni, soprattutto in Italia meridionale. Negli ultimi decenni  dello stesso secolo cominciò tuttavia la controffensiva bizantina che  troverà il suo culmine negli anni 885 – 886[1].

In questa temperie storico culturale si inserisce l’icona della Madonna Achiropita. La presente asserzione sarebbe manchevole e generica se non ci si attenesse a considerazioni storico – artistiche maggiormente documentate.

A differenza di quello sull’architettura, il discorso sulla pittura riguarda in gran parte la produzione posteriore al periodo della seconda ellenizzazione. Difatti se è vero che in Basilicata, e in particolare nella regione del Vulture, l’accoglimento di temi e modi occidentali fu più precoce e più incisivo,è pur vero che anche lì le persistenze bizantine furono consistenti. Più marcate e più durature esse si registrano in Calabria, ma qui si conservano anche testimonianze del periodo più antico, le quali, per quanto spesso ridotte a miseri lacerti,sono sufficienti a fornirci,se non un quadro organico, perlomeno un’idea delle preferenze della pittura fiorita nella regione[2].

Un’opera pittorica così come un’opera letteraria o un documento storico, per poter essere valutata è necessario che presenti un “testo attendibile”. Accade a volte, però, che dopo aver attraversato i secoli, per varie ragioni, l’opera giunta fino a noi presenti delle “corruzioni” rispetto all’originale, dovute all’errore di un copista per il documento letterario, agli interventi non ortodossi di restauratori, per il documento pittorico o all’opera di un falsario per il documento storico. Poiché il più delle volte di tali opere non è Continua a leggere