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La quotidiana potatura delle siepi

Di Antonio Ferraro Jr

IERI
Finito l’inverno e con il camino oramai spento, pulito e chiuso, se proprio devi la sigaretti la fumi dal balcone. Così ogni giorno dopo pranzo il rito si ripete. Non poggio il culo sul marmo freddo del camino, lascio il comando della tv a mia moglie e sposto lo sguardo dal tubo catodico alla campagna circostante. Dal balcone e con la sigaretta accesa puoi fare cose che davanti alla televisione non puoi; pensare, riflettere ma soprattutto meravigliarti per lo spettacolo che la natura mette in scena in primavera. A pochi metri da casa mia capre e pecore pascolano insieme sotto lo sguardo disinvolto di Zu Franciscu seduto su una pietra e con la schiena poggiata nella cavità di un albero colpito da un fulmine. Ti chiedi come faccia a stare così tranquillo in mezzo all’erba alta, seduto e addormentato incurante dei serpenti e quant’altro. La risposta la so già, rendendomi conto di quanto sia stupida la domanda. Un’altra generazione forgiata in modo che a noi giovani sembra quasi inconcepibile. Una generazione vissuta in un periodo per noi inimmaginabile. Una generazione che ha Continua a leggere

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Come era e come eravamo.

Di Antonio Ferraro jr

Qualche anno fa, mentre leggevo un libro di un autore di San Sosti (non ricordo quale) mi soffermai con curiosità su una fotografia; la classica foto dei bambini all’asilo con le suore.
Direte voi cosa può esserci di curioso?
Ho 41 anni e per uno della mia età l’asilo è (era) quello in via G. Matteotti.
Per chi ha superato i 60 anni era quello della Piazza Bergo.
La prima cosa che feci fu quella di  cercare fra quei bambini un volto che potesse somigliare a mia madre.
Non riuscii io e tantomeno mia madre, un po’ per la vista, un po’ per la qualità della stampa e, forse non proprio il periodo giusto.
L’importante però fu aver riportato a Continua a leggere

Il dubbio.

di “Antonio Ferraro jr”

Nel mezzo del cammin della mia vita, è da poco che ho fatto il giro della boa, ho capito di vivere in un Paese nettamente spaccato in due. Un Paese dove la linea che segna il confine fra GIUSTO e SBAGLIATO, VERO e FALSO, BUONI e CATTIVI, ONESTI e DISONESTI ecc. ecc. non è più una linea, ma un muro tipo Berlino. Spero solo che non sia di cemento e che basti un soffio di vento, dell’ inverno oramai alle porte, per farlo cadere. Un Paese meraviglioso con più o meno 2000 anime frazioni comprese. Mettiamo per un attimo da parte i giovanissimi, giustamente disinteressati alla vita politica; gli anziani, molto più vicini alla filosofia della LIVELLA (Totò) che non ai discorsi pseudopolitici-telematici; togliamo quelli che non gli è mai interessato una mazza di chi ci governa perché Continua a leggere