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CAPOLINEA, SI SCENDE…

Italiani d’Italia e Italiani del mondo siamo fuori dall’Europa. Per la partitissima ITALIA-SPAGNA, Vienna questa sera ha gli occhi del mondo puntati addosso: la tematica almeno questa volta non è di musica classica. Per tutti coloro che reputano il calcio solo un bellissimo sport dove l’unico obiettivo è quello di rincorrere una palle e riempire la rete avversaria, volevo riportare quelle che sono state le parole del governatore spagnolo Zapatero: “batteremo l’Italia anche sul campo” alludendo al PIL e ad altri parametri economici: il superamento è dunque l’orgoglio della sua nazione a spese dell’Italia. Amici sportivi il calcio non è solo una questione sportiva, non è solo una questione del rettangolo verde. Bisogna vincere per l’Italia, per gli italiani e soprattutto per sgonfiare i “pompatissimi” spagnoli.
La tradizione ci premia e non solo per le quattro stelline d’oro che rammentano la nostra storia di tetra-campioni del mondo; l’ultima volta che gli spagnoli ci superarono, si perde nella storia.
Gli spagnoli sono quelli che “siamo i più forti di tutti, ma alla fine vincono sempre gli altri”, e come in altre occasioni partono favoriti.
Gli italiani sono quelli che “lavorano duro, corrono e sudano”. In sostanza gli “assi” ce li hanno loro, ma alla fine, si sa, vince chi si fa il “mazzo”.
La partita non è affatto fluida. Come era intuibile, le squadre si temono, sono contratte e soprattutto molto attente nella fase difensiva. Insomma è la solita vicenda dell’Italia e del classico catenaccio. Se a fine partita, il migliore degli azzurri è Chiellini, un difensore, allora bisogna davvero meditare un po’. L’Italia per contenere le “furie rosse” si è preoccupata più a difendersi che a proporsi in attacco. Gli spagnoli però ci provano, eccome! Sicuramente non sono i vanitosi francesi. L’Italia non gioca una grande partita e sono gli spagnoli che fanno qualcosa in più di noi. Certo l’Italia si fa sotto, ci prova e con Camoranesi e Di Natale ha pure delle pericolosissime occasioni per portarsi in vantaggio, ma comunque è troppo poco, è troppo poco per i campioni del mondo. Considerare che l’Italia, nei pochissimi goal segnati in questo torneo, ha realizzato goal solo ed esclusivamente su calci piazzati, allora è indubbio non pensare come ci sia un problema nella fase di impostazione del gioco. Noi non abbiamo Kakà e neanche Ibrahimovic, ma sicuramente da Cassano ci si aspettava molto di più. Era l’unico che poteva farci fare quel tanto atteso salto di qualità. Ci sarebbe tanto piaciuti ricordarlo come il “grande numero dieci” italiano di euro2008 (anche se il suo numero era il 18), colui che prendendo per mano la squadra la accompagnava fino alla vittoria. I campioni sono coloro che appaiono proprio quanto la squadra gioca male, proprio quando ci è bisogno di arricchire la storia. Cassano poteva, ma alla fine non è stato cosi! ora se ne discute sulle sue effettive doti. Diciamola tutta: questa Italia europea è stata davvero povera di fuoriclasse, (anche Pirlo era fuori per squalifica) e proprio quando non si hanno che bisogna fare di più, bisogna lavorare tutti insieme per un grande gioco di squadra. In questi casi la mano dell’allenatore è fondamentale. Non ce la sentiamo di giudicare negativamente il fatturato di Donadoni ma di certo la sua poca esperienza come allenatore in campo internazionale lo ha indotto a delle soluzioni poco felici. Chi di voi avrebbe fatto tirare un rigore tanto decisivo a Di Natale? (ricordiamo che il giocatore azzurro gioca con l’Udinese). Sembrava terrorizzato. Chi di voi avrebbe fatto tirare un rigore a De Rossi, che non solo non è un grande rigorista ma nel corso della partita lamentava un dolore ed era in procinto della sostituzione? Perché insistere cosi tanto su Toni? (a questi livelli bisogna avere la convinzione anche di prendere delle scelte antipopulistiche).. è una compartecipazioni di cause. Alla fine la nostra Italia è uscita imbattuta dal campo, però ora è la Spagna ai quarti, del resto se non dessimo il giusto valore ai rigori neppure noi saremmo da considerare campioni del mondo..
Comunque vada in futuro noi siamo italiani, quelli che lavorano duro, corrono e sudano e alla prossima saremmo di nuovo protagonisti, pronti a farci il “mazzo” con o senza “assi” tra le nostre carte.

Aldo Maria Rosignuolo

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ITALIA – ROMANIA: un pari ma che partita!!

L’atmosfera è sempre quella. Strade deserte e tutti davanti alla tv. Ore 18,00 televisori sincronizzati. In mezzo la strada risuona, dalle abitazione dei vicini, l’inno nazionale e finalmente le tanto attese parole del telecronista che decretano l’inizio della partita.. “campioni del mondo in divisa e calzoncini azzurri sulla sinistra del vostro teleschermo… partiti!!”.
In un match dove la vittoria era d’obbligo, alla luce della disfatta contro l’Olanda, assistiamo ad una partita in cui l’Italia dimostra determinazione e grinta.
L’Italia parte forte e la sensazione è che si possa segnare a momenti. La Romania non sta a guardare e ad ogni occasione azzurra ribadisce colpo su colpo. Partita vera. Il ct Donadoni effettua nuovi cambi rispetto all’ultima uscita azzurra e le cose sembrano andare meglio. Si sfrutta molto il gioco sulle fasce e con Grosso in versione mondiale i nostri attaccanti hanno tante occasioni per andare in rete. Però proprio mentre l’Italia prova a passare in vantaggio, che i rumeni prendono il palo su punizione, decisiva la deviazione di Panucci. I tentativi sono tanti ed alla fine Toni gonfia effettivamente la rete ma per un distrattissimo guardalinee è un gol da annullare. Fuorigioco inesistente. Italiani adirati. Che peccato!! Andare negli spogliatoi in vantaggio lo sarebbe stato, oltre che per il risultato, anche per un punto di vista psicologico. Per la cronaca era appena il 40’del primo tempo.
La ripresa è la stessa storia. Del Piero partito titolare (stasera pure capitano) non va oltre la sufficienza. Stesso discorso anche per i centrocampisti della Roma Perrotta e De Rossi che hanno preso il posto di Ambrosini e Gattuso (capi espiatori della disfatta orange) .
Proprio mentre il nostro ct medita le sostituzioni, per dare maggiore incisività in attacco, che succede l’inverosimile. Retro passaggio di testa di Zambrotta verso Buffon, intercettazione di Mutu che piazza il pallone all’incrocio dei pali ed è l’1-0 per la squadra Rumena.
La sfuriata azzurra è incontenibile. Passano pochi minuti ed è pareggio. Un’azione che passa per i nostri centrali di difesa. Angolo di Pirlo, colpo di testa di Chiellini che ribatte nel centro e Panucci insacca.
Davanti la tv si grida, ma quanto ci piace il calcio a noi italiani…
È un susseguirsi di azioni di attacco da parte dei nostri che ci appassionano, ci entusiasmano. Azioni ben organizzate e manovre avvolgenti. L’ingresso di Cassano alza il tasso tecnico in campo. Ma perché parte sempre dalla panchina? FantaAntonio è in gran giornata. Si spinge insistentemente ma la corazzata azzurra si infrange contro il muro dei rumeni. Un arbitro norvegese in versione natalizia regala un rigore ai gialli. È l’82. Sembra la fine. Probabilmente in una compartecipazione di cause (Mutu non calcia al meglio, ma sicuramente Buffon è una certezza) il rigore è respinto. Triplice fischio finale ed elettrocardiogramma che rientra nella norma. L’Italia con un solo punto in classifica. La possibilità che la nostra avventura finisca qua è abbastanza concreta, però basta mettersi una mano sul cuore, precisamente la dove sulla casacca azzurra brillano le 4 stelline dorate, e ammettere che probabilmente non possiamo pretendere di più da ragazzi che, se pur sconfitti in queste battaglie europee, ci hanno regalato la vittoria più bella. Per la storia: BERLINO 9 LUGLIO 2006…Comunque vada grazie di cuore AZZURRI..

Aldo Maria Rosignuolo