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La lezione: “Così impariamo a differenziare”

«Ma cosa è successo?». «Sembra di essere a Napoli». «Ma non è possibile!». Commenti esterrefatti, ironici ed anche divertiti di fronte a un palazzo in centro a Tradate, di fianco al Comune, interamente riempito di rifiuti, tanto da strabordare sul marciapiede e sulla strada. Plastica, lavastovigli, tosaerba, cassette di plastica, e molto altro, ma senza rifiuti biodegradabili, per rendere questa immagine che sicuramente colpisce i passanti.
Su corso Bernacchi, un edificio abbandonato ormai da più di dieci anni, è stato riempito di spazzatura nel fine settimana, sotto gli occhi del sindaco e vicesindaco che tranquillizzavano i passanti preoccupati e incuriositi: «Tradate deve migliorare la propria percentuale di raccolta differenziata, ferma al 45 per cento – hanno spiegato pazientemente ai passanti – questo servirà a far capire dove andremo a finire se non prestiamo maggiore attenzione a come differenziamo i rifiuti. Dobbiamo arrivare almeno al 60 per cento in breve tempo».
La grande installazione, che rimarrà per due mesi, è quindi stata voluta dall’Amministrazione comunale ed è stata realizzata dal fotografo Moreno Di Trapani, non nuovo a questa tipologia di interventi. “Casa del malconsumo” nome del progetto tradatese che, come spiegano dal Comune «si propone come obbietto quello di portare il cittadino a trovare un nuovo spunto di riflessione su tematiche bollenti, e al momento attualissime, quali sono il riciclo e il rispetto dell’ambiente, sensibilizzandolo ad un consumo intelligente e a un approccio più consapevole nei confronti dello scarto che ogni azione genera».
Se per assurdo i rifiuti non venissero gestiti in modo adeguato, arriverebbero in tempi rapidissimi a prendere il sopravvento su di noi, sulle nostre case e più in generale sull’ambiente, il caso di Napoli ne è una triste conferma».
Sul perché realizzare questa installazione shock in centrocittà, gli amministratori spiegano che «l’edificio scelto per il nostro progetto rappresenta la casa in cui ogni cittadino ha la possibilità di identificarsi, il luogo dove si produce la maggior parte dei rifiuti». L’opera, a cui seguirà la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione rivolta sia alle emittenti locali che alla propaganda in forma di manifesti e volantini da distribuire nei diversi comuni della Provincia, verrà utilizzata come scenografia per pubblicità progresso sulla raccolta differenziata, promosse dalla Città di Tradate, dalla Provincia di Varese e da Sogeiva. (tratto da altra Fonte).

Elio Ardifuoco

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LA SOSTENIBILITA’ HA TROVATO CASA

E’ stato inaugurato ufficialmente il 30 maggio scorso a Conegliano il primo edificio interamente ecologico ed eco-compatibile d’Italia: un milione di tappi di sughero usati per l’isolamento del pavimento; 11 mila bottiglie di plastica per i pannelli isolanti in Pet e alluminio riciclato per porte e finestre. E ancora: le sedie e le scrivanie sono in cartone compresso ricavato dagli scarti, mentre per le armature portanti sono serviti 130mila chili di acciaio riciclato e altri 16mila per la struttura interna delle pareti. Si tratta della nuova sede di Savno – Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale – il consorzio che da 7 anni si occupa della gestione di tutti i servizi di igiene ambientale – in particolare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti – di 35 Comuni della provincia di Treviso. Costruito su 2 piani, per una superficie di 600 metri quadrati, l’edificio è stato progettato secondo i criteri della più moderna “bio-architettura” e realizzato in ogni sua parte, dalle fondamenta fino al tetto, utilizzando rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, come l’acciaio, metallo riciclato e riciclabile all’infinito e soprattutto non dannoso per l’uomo, che ne compone la struttura portante. Dal recupero delle bottiglie in Pet provenienti dalla differenziata dei 35 Comuni trevigiani, derivano invece gli speciali fogli in poliestere utilizzati per l’isolamento termo-acustico della struttura. Si tratta di fibre di plastica altamente fono e termoisolanti, “termolegati” cioè privi di resine leganti e colle, nonché autoestinguenti, vale a dire che non producono fumi tossici in caso di incendio. Anche l’isolamento dei pavimenti è ottenuto con materiale proveniente dalla raccolta differenziata: è stata infatti impiegata una particolare fibra di cellulosa realizzata utilizzando i quotidiani riciclati, un materiale naturale e con ottime caratteristiche isolanti che richiede poca energia per essere prodotto e può essere riciclato all’infinito. Infine i pannelli in legno-cemento utilizzati per il tamponamento, anch’essi riciclabili al 100% e prodotti con il consumo di pochissima energia, provengono dagli scarti delle segherie. Materiali riciclati e riciclabili quindi, dotati di certificato bio-ecologico, ma non solo: la struttura vanta infatti soluzioni impiantistiche all’avanguardia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili…. Per ridurre i consumi, la nuova sede della Savno è stata progettata in modo che la sua struttura semplice e compatta limitasse ogni dispersione di calore. Il risparmio energetico sarà garantito anche dal sistema di climatizzazione geotermica, scelto per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, garantito da fonti rinnovabili per cui il 70% dell’energia sarà fornito dall’accumulo della massa terrestre. Per limitare l’impatto termico ed ambientale, inoltre è prevista la realizzazione di un giardino pensile sul tetto dell’edificio, creato utilizzando il compost proveniente dalla raccolta differenziata. Si tratterà di un vero e proprio “tetto verde” accessibile, in grado di proteggere dalle escursioni termiche, trattenere le polveri sottili dell’aria e conservare l’umidità. È stato infine predisposto un impianto per la raccolta dell’acqua piovana, che verrà utilizzata per alimentare le piante ed i servizi igienici.

“Di fronte all’esigenza di una nuova sede più grande ed accogliente, in tempi di cambiamenti climatici e scarsità delle riserve energetiche – ha commentato il presidente di Savno, Riccardo Szumski – era doveroso un atto di civiltà e di rispetto per l’ambiente, in linea con l’attività della Società. Di qui la scelta di costruire un edificio ecologico, solido ed energeticamente efficiente anche attraverso il riciclo e recupero di materiali provenienti dalla raccolta differenziata, a dimostrazione che gli sforzi dei cittadini nel differenziare hanno degli sbocchi concreti. Il costo complessivo della nuova sede è di circa un 20% in più rispetto ad un normale edificio, ma grazie alle caratteristiche ecologiche del fabbricato, nel giro di breve tempo tali costi verranno ammortizzati”. Prendiamo esempio. (Fonte: savnoservizi.it)

Elio Ardifuoco