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Il culto di S. Antonio Abate in Spixana. Primi orientamenti di studio.

Di Cesare De Rosis

Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Fu considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. Sant’Antonio è invocato in Occidente come patrono dei macellai e salumai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici. Fu reputato essere potente taumaturgo capace di guarire malattie terribili. Solitamente è raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Alla sua iconografia si lega anche l’immagine del fuoco. I suoi discepoli tramandarono alla Chiesa la sua sapienza, raccolta in 120 detti e in 20 lettere; nella Lettera 8, s. Antonio scrisse ai suoi “Chiedete con cuore sincero quel grande Spirito di fuoco che io stesso ho ricevuto, ed esso vi sarà dato”.  Ma un altro motivo è il fatto che il taumaturgo veniva invocato anche per la guarigione dall’Herpes zoster, comunemente chiamato fuoco di Sant’Antonio: una malattia virale a carico della cute e delle terminazioni nervose.

Nella Chiesa di S. Luigi Gonzaga nello Scalo di Spezzano Albanese si venera S. Antonio Abate, e, in suo onore, i primi giorni di Ottobre d’ogni anno si tiene la tradizionale fiera i cui esordi si perdono nella notte dei tempi. E’ il consueto appuntamento con il folclore. La fiera in genere per funzionare egregiamente doveva essere in qualche modo un Continua a leggere