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Lettera aperta a tutti i sansostesi onesti

Di Maria Teresa Cammarella

In questi giorni a S.Sosti stiamo assistendo al più grosso “scaricabarile” mai visto tra ex sindaco, ex vicesindaco e minoranza. Ma quello che ci indigna di più sono le loro facce toste nell’accusarsi a vicenda sulle proprie malefatte.
L’ex sindaco, infatti, accusa un membro della minoranza per aver permesso ad alcuni cittadini di non pagare le tasse purché vicini alla sua posizione politica.
Nel frattempo lui va in disgrazia proprio per tasse non pagate.
Poi accusa questo membro della minoranza di aver sistemato la moglie.
Vincenzo Oliva, a proposito di questo sistema di raccomandazioni molto diffuso dalle nostre parti, dice dell’ex sindaco: “Sirimarco ha gelato tutti i giovani consiglieri battendo i pugni sul tavolo: cosa credevano quei pivellini? Che davvero lui se ne restasse a guardare? Dimentico dei patti stipulati con tizio o con caio?”
Scusi ma di quali patti parla e soprattutto con chi li ha fatti? Con i soliti Continua a leggere

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La voce dei cittadini

Di Maria Teresa Cammarella

Ricevo e pubblico le idee e le proposte dei cittadini di San Sosti per assecondare un processo di partecipazione democratica e di condivisione di momenti costruttivi per la nostra comunità.

Se Farfalla Bianca ha provato a fare un’ipotetica lista, io provo a fare un ipotetico Continua a leggere

Amara riflessione

Vorrei ricordare ai miei concittadini che in Italia da più di mezzo secolo vige un governo democratico, che consiste in una forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo; che la esercita attraverso i propri rappresentanti liberamente eletti. Cosa mi spinge a questa riflessione? Il fatto che molti commenti sul blog siano anonimi, e che su alcuni articoli leggo: la gente ha paura ad esporsi in prima persona, o ancora non si trovano nemmeno due anime per venire a manifestare davanti al comune sullo scempio perpetrato ai danni della fontana di Frà Govanni nonostante la maggioranza dei sansostesi siano incazzati neri. Allora la domanda sorge spontanea (come diceva qualcuno) di cosa hanno paura queste persone? Forse di perdere quei privilegi che negli anni hanno furbamente barattato con le varie figure di potere? Oppure non vedersi riconosciuti i propri sacrosanti diritti, che i vari furbetti di quartiere li fanno passare per << i piaciri >> quando invece hanno il dovere morale e legale di riconoscerli. O ancora aspettano in silenzio chi sarà il prossimo che siederà sulla poltrona più alta in grado; per poi ricavarne a solo uso privato il privilegio più grande?

Lo sò è una amara riflessione

Maria Teresa Cammarella