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Una Chiesa povera per i poveri: a Sant’Agata di Esaro i giovani della cooperativa KAIROS hanno realizzato il desiderio di Papa Francesco

di Mariacarmela Aragona

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Su invito del Vescovo Mons. Leonardo Bonanno i giovani della cooperativa Kairos in collaborazione con la Prefettura di Cosenza, hanno accolto nell’ultima emergenza del 2 Maggio 2014, 39 stranieri sbarcati a Lampedusa dalla nave San Giorgio. Sono giunti alla Casa per ferie “Madonna della Selva” giovedì 8 maggio alle ore 00:15, provengono dal Ghana, Mali, Niger, Somalia, Nigeria, Burkina 2Faso, Gambia, sono giovanissimi ed hanno negli occhi lucidi la gioia e le ferite dei sopravvissuti. Già dal primo giorno si sono mostrati degli ospiti educati e rispettosi, hanno soltanto una richiesta: ritrovare i loro familiari sparsi nelle strutture di accoglienza in Italia per poi realizzare il sogno di una vita migliore. All’arrivo sono stati accolti, nonostante il breve preavviso, dalla comunità parrocchiale sant’agatese, dalla Protezione Civile, dalle Misericordie dei paesi limitrofi e da gente di buona volontà che fin dal loro arrivo ha 1manifestato solidarietà e carità. L’accoglienza si traduce in servizi a 360° grazie alla collaborazione dei volontari: dal cibo alle cure sanitarie, dai prodotti per l’igiene al vestiario, dal dialogo in inglese e francese alle nozioni di lingua italiana, dalla possibilità di usare il telefono alle postazioni internet, dalla libertà di pregare (sono cristiani, musulmani e islamici) alle attività ludiche, dalla conoscenza alla relazione. La struttura si trova in montagna, è molto semplice e si sostiene con le offerte per le attività parrocchiali dei campi-scuola ma da qualche giorno è diventata una “casa” per chi non ce l’ha più. “È tempo di tirar fuori il coraggio della carità – sostiene il parroco d. Carmelo Terranova e Vicario Episcopale per la Pastorale – e spalancare le porte a Cristo che oggi viene a noi con il volto di questi giovani 10272648_877556978937597_1864585983083974156_o(1)africani”. Il loro “thank you” e “mercì” per un cioccolato, una sciarpa, un pallone è un’esperienza di umanità che riscalda il cuore. “Non sapevamo né chi erano né da dove venivano, non lo abbiamo neppure chiesto, – afferma il Presidente della cooperativa Kairos Francesco Aragona – li abbiamo accolti perché il cuore ci ha detto di farlo. Ringraziamo per la solidarietà manifestata da tante persone da ogni parte della diocesi, che nel silenzio hanno raccolto quanto è stato possibile nelle loro case e l’hanno donato senza riserve e tutti coloro che ci sostengono con la preghiera”.

 

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