Dal libro “Biblioteca Storica Topografica delle Calabrie” del 1846.

Nel libro “Biblioteca Storica Topografica delle Calabrie”, scritto nel 1846 dall’avvocato Niccola Falcona, è riportata un’interessante descrizione dell’arciprete Don Domenico Cerbelli a riguardo della storia di San Sosti. Di seguito il testo originale:

SANSOSTI.

600. Cerbelli, Domenico M. Storia della immagine della Santa Vergine del Pettoruto. Nap. Tipografia di. G. Cannavaccino 1847, di pag. 46.

L’autore di questo libretto è l’attuale arciprete di Mottafollone, paese della Calabria citeriore, in diocesi di Sanmarco, prossimo a Sansosti. Uomo dotto delle chiesastiche discipline, e di una morale integerrima, è molto e meritamente rispettato nel paese, che amministra con lodevole zelo.

L’autore avendo voluto stampare la novena per la Festività della SS. Vergine che si adora nel Santuario del Pettoruto, ha prima impiegato varie pagine a descrivere la origine del prodigioso simulacro , ed a fare un accenno storico di Sansosti, che dice trovarsi tra l’antica Ariantha, ora Moltafollone, e la distrutta Artemisia, degli avanzi della quale città surse Santagata. Sull’origine di Sansosti l’autore dice che nel 1600, cinque famiglie di Spezzano albanese sollecitate da’ Certosini di Acquaformosa (nel cui tenimento fu quel Santuario fondato) si conferirono in quel luogo per coltivare il feudo della badia di costoro, e furono così le prime ad accasarvi un gruppo di abitatori : che nel 1647 vi si rifuggirono non poche famiglie di Bonifati per sottrarsi alle angario de’ principi Telesio, (ciò che ha tratto com’ei dice, da un manoscritto di Francesco Vanni del 1750, col titolo Cronica di Majerà.) Che finalmente nel 1826, epoca lacrimevole per memoranda carestia, vi emigrarono molti naturali di Buonvicino, e lo rendettero in tal guisa quale trovasi al presente alquanto popolato.  Fin dal 1817 fu destinato a capo luogo di Circondario. Appartiene alla diocesi di Sanmarco. E lontano da Cosenza circa 38 miglia, e 16 dal mediterraneo. I suoi territori sono abbondanti di caccia, e sono intersecati dal fiume Rosa dove si fa buona pescaggione di anguille, e trote. L’aria salubre di che gode questo paese contribuisce molto al suo miglioramento. Vi fiorisce la industria della pastorizia e della seta. Ogni anno vi si celebra una fiera la quale principia il dì sei e finisce agli otto di Settembre. In tempo del reggime feudale fu soggetto a varie signorie, finacchè nel 1806 fu venduto dal real demanio a’ signori Sanseverini principi di Bisignano.

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2 risposte a “Dal libro “Biblioteca Storica Topografica delle Calabrie” del 1846.

  1. Francesco Marchianò

    Sì, il Falcone ha fatto un’eccellente raccolta di storia e bibliografia calabrese! Non è il solo che afferma che alcune famiglie spezzanesi hanno trovato dimora presso l’antica San Sosti nel 1600 e, purtroppo, nonostante alacri ricerche non abbiamo trovato nulla neanche a Spezzano. Comunque ho trovato un documento su un libro che parla di un santo siciliano, prima dell’anno 1000, mi sembra che si è fermato sul monte Mula! Vi darò notizie appena possibile.
    Un abbraccio a tutti gli amici di San Sosti da Francesco Marchianò

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  2. Orazio Sansosti

    Tornato di un viaggio in Grecia, o trovato dei tanti luoghi con il nome de Ayios Sosti o Agios Sosti (San Sosti) credo que il paese de la Madonna del Pettoruto e nostro cognome (figli di la Magna Grecia) propiamente avviene di Grecia ce troppò coinzidenza.
    Horacio Sansosti
    Balcarce Buenos Aires Argentina.
    Figlio de Valeriano di Aqua Formosa

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