Archivi categoria: Francesco Capalbo

Il bello e … il brutto

di Francesco Capalbo

Il bello

La Calabria spesso appare come un enorme spiazzo di battaglia.Sopra di esso, in ogni città, in ogni paese e in ogni sua frazione si combatte quotidianamente una cruenta, estenuante, irrisolvibile  gara di tiro alla fune. Da un capo della fune c’è  l’onesto, il presentabile, il bello; dall’altro l’appressato, l’inguardabile … il brutto.

Nel vicinato  in cui sono nato molteplici sono i tentativi intrapresi dai suoi abitanti per sottrarlo al degrado e all’abbandono. Da  una parte della fune ci sono, solo per citare un esempio, Maria e Raffaele che hanno ristrutturato la loro casa con le loro mani, incastonando ogni pietra con abilità da muratori consumati . Avendo compreso  che “costruire altrove” .. continua a leggere su Mille storie, mille memorie

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I sassi di San Sosti

di Francesco Capalbo
Nei giorni in cui Matera, per i suoi sassi, viene dichiarata capitale europea della cultura, a San Sosti riemergono umili segni di un decoroso passato.

I lavori di completamento della rete per il metano hanno riesumato i resti di un vecchio tracciato: un esercito disciplinato di pietre, inframezzate da cordoli di cemento.
Ora queste povere pietre sono in attesa di essere continua a leggere su Mille storie, mille memorie

L’orologlio di Gramisci

OLYMPUS DIGITAL CAMERASan Sosti: la torre dell’orologio 

di Francesco Capalbo

Sullo sfondo la Chiesa di Santa Caterina e la torre campanaria negli anni venti

La skyline di San Sosti

Tutti i luoghi, non solo le grandi città, così come gli esseri viventi, hanno un loro profilo che li rende unici e distinguibili.
C’è un’unica differenza: la silhouette di una metropoli è in continua evoluzione, poiché  incessante è lo sviluppo della sua vita materiale che soggioga interi spazi costringendoli a rapide trasformazioni; la sagoma di un piccolo paese subisce invece mutamenti episodici, all’unisono con la flemma che pervade l’esistenza dei suoi abitanti.
La skyline di San Sosti per esempio, si identifica col campanile della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, vergine e martire, che sorgendo sopra una sporgenza, è raggiungibile visivamente da ogni punto del borgo. La facciata esterna della Chiesa nel corso degli  anni ha subito pochi cambiamenti: ancora oggi si ha la possibilità di ammirarla  con le stesse fattezze di quando erano in vita i nostri bisnonni. L’ultima volta che essa è stata ritoccata fu  nel 1914, esattamente cento anni fa.
All’epoca il tempio era sprovvisto sia della torre campanaria, che di un orologio pubblico. L’Amministrazione Comunale, presieduta dal farmacista don Gaetano Guaglianone, pensò bene di .. continua a leggere su Mille storie, mille memorie

Breviario post – elettorale : parietaria ed allergie primaverili

 
di Francesco Capalbo
 

 

In molti abbiamo votato Partito Democratico in ossequio ad una logora parola (nonostante), che di solito è il supplizio e la consolazione degli ingenui. Ora la congiunzione, che è anche sinonimo di malgrado, benché e quantunque, sembra aver perso per intero la sua carica vitale. Il Partito Democratico è infatti, assimilabile ad una casa che continua a leggere su Mille storie, mille memorie.

Breviario elettorale (2) : il metodo araldico

di Francesco Capalbo

Il dottor Michele Trematerra, figlio dell’eurodeputato Gino, è uno dei politici più in vista della nostra vacillante Regione.
Assessore regionale all’Agricoltura in quota Udc, ora è candidato al Senato della Repubblica per la lista del continua a leggere su Mille storie, mille memorie

Breviario elettorale: il moderato

Di Francesco Capalbo

Il moderato Gianpietro Samorì ha battuto tutti, moderati o sregolati che siano, sul tempo.
Essendo leader autocratico, appartenente alla galassia del centro destra italiana, già sapeva che anche in Calabria avrebbe fatto il principale di una lista denominata Mir (Moderati in rivoluzione).
L’avvocato modenese ha allocato con evidente continua a leggere su Mille storie, mille memorie

Ladri di polli


di Francesco Capalbo
Allorché il tempo, inteso nella sua accezione economica e sociale, precipita verso la tregenda, come per incanto anche le abitudini dei marioli cambiano. Tali mutamenti trovano rispondenza anche nella“Legge ciclica del furto di pennati”, una specie di teorema codificato dalla scienza economica, il cui enunciato è formulato in tal modo : “Quando il reddito medio di un determinato contesto territoriale scende sotto il livello di sussistenza aumenta di contro il numero dei rubagalline”. Questa teoria, apparentemente stralunata, è tornata di attualità proprio in questi giorni, in quanto uno studio della Confederazione Italiana degli Agricoltori ha evidenziato come le sfortune dell’economia italiana siano correlabili ad un incremento dei furti di pollo. Sembra infatti che le ruberie che affliggono giornalmente le campagne italiane siano incrementate, rispetto alla media del decennio precedente, di quasi il 60%. In fondo anche per i ladruncoli vale la regola aurea che antepone ad ogni altra voluttà il soddisfacimento di un bisogno primordiale : avere la pancia piena. La legge empirica dei furti di pennuti, stravagante quanto si voglia, è validata nel suo aspetto ciclico, anche dai due articoli che seguiranno. Il primo pezzo: “Ladri a San Sosti” apparso su Parola di Vita, è continua a leggere su Mille storie, mille memorie.