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Consigli degli esperti

Le cose più belle

Di Antonio Vigna

Nella luce filtrata dai colori della vegetazione, mentre la mente si abbandona, scorrono dolcissimi e belli i miei pensieri. Quando voglia di vivere ed arte creativa si fondono, magicamente appaiono le regole del mondo. Spesso erroneamente scartiamo soluzioni che crediamo sbagliate perché troppo semplici ed immediate,  troppo facili per essere la verità che al contrario andiamo  a ricercare in contesti più complicati, perdendo di vista la linearità dei rapporti e la logica consequenzialità delle cose che ci circondano. La vita fin dalla nascita è sempre stata un continuo lottare e superamento di ostacoli, spesso ci mette a dura prova, a volte crediamo di non avere  la forza necessaria per andare avanti, a volte ci esaltiamo, diventiamo esageratamente esigenti ed esuberanti, distratti dimentichiamo di considerare che non sta scritto da nessuna parte che  possiamo pretendere quello che vogliamo o pensare di essere immortali, al contrario il nostro cammino, improvvisamente e senza preavviso, può drasticamente cambiare in peggio o interrompersi per sempre. Quante volte dalla tensione emersa dalla criticità di un Continua a leggere

Sulle onde dell’informatica

Di Vigna Antonio

I cambiamenti della realtà, i suoi segnali, i nostri ascolti, gli improvvisi e forzati adattamenti, dalla notte dei tempi, rappresentano l’affascinante avventura della vita, la materia della nostra esistenza. L’era informatica ci ha completamente assorbiti, con i suoi limiti ed i suoi vantaggi. Internet, come una gigantesca piovra, ha sciolto i suoi lunghi tentacoli sul mondo globalizzato avvinghiandolo in una sorta di stretta virtuale, irrinunciabile come il suo magico mondo che imprigiona ed assume valenza di strumento che racchiude tutte le potenzialità di un impatto immediato e dirompente che seduce. La velocità con cui si interagisce nei punti più lontani del globo è sorprendente, la possibilità di entrare in uffici, in banche, di studiare, di aggiornarsi, spedire documenti ed ogni sorta di altri scambi d’informazioni è meravigliosa, impensabile fino a qualche tempo fa. Restiamo allibiti e sopraffatti da questa devastante tecnologia, incapaci di farne a meno, che saprà sorprenderci ancora per le sue crescenti innovazioni e come un pugile ci servirà il colpo del KO, dopo il quale accetteremo a 360° il suo strapotere. D’altra parte sarebbe impensabile resistere ad un simile fiume in piena ma, rilassarsi ed interagire, farsi permeare dal dinamismo multimediale, sforzarsi di elaborarne i contenuti, dopo averli resi il più possibile nostri, diventa la scommessa, l’ultima stella da seguire. Il nostro modo di pensare, interfacciandosi con quello di ogni altra etnia attraverso i social network, dal delicato e contenuto twitter al più aggressivo e sfacciato facebook, ormai diventati parte integrante della nostra giornata tipo, svolge un ruolo essenziale nella genesi e nella nostra evoluzione storica. Inavvertitamente, senza nemmeno accorgerci, restiamo plasmati da potenti forze impalpabili ma percepibili che suscitano grande interesse, timore e paura per le continue insidie che corriamo all’interno di questa inesplorata e sconfinata jungla. Di tanta incommensurabile prateria virtuale occorre prendere coscienza responsabilmente. Con i nostri continui contatti, partecipiamo alla produzione di flussi di energia dai quali, lentamente, prende forma una sorta di linguaggio universale che ci permea e ci cambia. Se vogliamo agire con positività, diventa vitale guardarci dentro, provare a conoscerci dal migliore dei nostri punti d’osservazione, a renderci partecipi in modo costruttivo a tali fluttuazioni spazio temporali, a programmarci in modo esemplare, a sognare per ritrovarci sereni e carichi di speranza dopo ogni criticità. Andare avanti con amore e sensibilità, ispirarci a ricchezze condivise o inventare con sorriso, con gioia facendo tesoro delle nostre meditazioni più belle e profonde, ostentarle nel mezzo delle crudeltà più esasperate, dove la miseria annienta i pensieri, diventi il nostro percorso. Predisporci al prossimo approccio con il brigante che abbiamo dentro, farlo lampeggiare nel nostro profilo con lealtà e bontà, diventi il nostro obiettivo. Condivisione ed amicizia siano la lettura di tutti i messaggi, il grande desiderio di metterci a supporto di ogni sofferenza, per provare a tracciare la madre di tutti i solchi, quello più profondo ed indelebile che possa fare da traino in ogni contesto e dimensione. Sentirci al servizio di una giusta causa, inserirla con priorità nel nostro progetto, serve a trasmettere grande calore anche attraverso una comunicazione alimentata da sistemi freddi, serve ad illuminare le nostre menti per provare ad investire in umanità, usata sempre meno nei nostri rapporti di tutti i giorni, sempre più aridi. Ormai, purtroppo, per fare qualcosa in più serve solo un tantino di educazione ed un sorriso rassicurante, che diventa sempre più gradito. In un mondo che ormai si dà tutto per scontato ed importanza a niente, dove è sempre più prevedibile pensare male di ogni cosa, occorre avere il coraggio di andare controcorrente, decidere di dare il proprio buon esempio senza aspettarsi alcuna ricompensa. Ignorando ogni sorta di luogo comune, di scoraggiamento e di rassegnazione, occorre animarsi di sana imprevedibilità per agire di sorpresa e dare una scossa all’inerzia che attanaglia i nostri pensieri. Provare a generare nuovi impulsi vitali che danno più speranza e fiducia.

La mente umana quando è in sinergia con l’amore e viaggia sulle onde dell’umiltà e della semplicità diventa forza straripante, travolge anche internet ed ogni sorta di barriera e artificio elettromagnetico perché va ad attingere energia direttamente alla fonte, dove tutte le energie prendono forma, si materializzano per proiettarsi verso grandi spazi e dissolversi come tangente dell’infinito.

La realtà vista dall’altra faccia della medaglia

Di Antonio Vigna

Lungo i sentieri dell’esistenza tra una battaglia e l’altra, mentre le storie ci prendono e ci cambiano, siamo sempre alla ricerca di quel virtuale passaggio segreto, chiave universale di ogni contesto che ci permette  di trovare la strada migliore da percorrere. Un tale approccio con la vita ci fa percepire come sia infinitamente bella, ce ne fa innamorare ed anche quando siamo smarriti, sapere che  si può gioire, inventare, amare, ci fa anteporre a tutto, quell’ansia di scoperta che abbiamo dentro, quella curiosità mista a fascino che il procedere verso l’ignoto riesce ad accendere in noi. Mentre proviamo a scoprire dei luoghi, creare nuove occasioni, ci  riappare quell’irrinunciabile gioco a cui non sapremmo sottrarci per niente al mondo.

Ogni individuo ha un suo particolarissimo punto d’osservazione della realtà formatosi dalla sua esperienza passata più o meno vero e geniale ma opinabile. Non esiste un comportamento sicuramente oggettivo e condivisibile che risponde alle esigenze di tutti, ognuno è portato a fare Continua a leggere

OLTRE I CONFINI DEL RAZIONALE

Di Antonio Vigna

Un anno , un mese, un giorno possono essere troppo lunghi ma anche troppo corti. Se al trascorrere delle ore non accade nulla,  ci prende la noia, cominciamo a sbadigliare, abbiamo la sensazione che il tempo non passa mai. Se quella calma in cui siamo immersi viene rotta da un evento,  s’ innesca una gradevole tensione che è tanto più intensa quanto più forte è la causa che l’ha determinata. Fosse per noi viaggeremmo sempre sulle onde della felicità, vorremmo sempre essere agitati da situazioni  bellissime, ma questo non è possibile, spesso ci capita quello  non avremmo mai voluto. Quando l’evento accade, sia nel bene che nel male, perdiamo il controllo del tempo, le ore ci sfuggono come venissero risucchiate dal tubo del vento e siamo improvvisamente proiettati in una nuova avventura. Davanti a noi si spalanca l’imprevedibilità, il retro che non conosciamo della realtà, in una parola “il diverso” , che magicamente si stacca dalla monotonia della routine e ci infiamma, ci da la carica o ci deprime ma in ogni caso ci rende vivi e ci offre stimoli infallibili per rompere quel torpore che prima ci attanagliava. Il tempo costante  sulle lancette dell’orologio, subisce fluttuazioni, Continua a leggere

Dove inizia l’originalità

Di Antonio Vigna

Ai giorni nostri, parole come “timore”, fondamentali per stimolare correttezza e serietà, sono purtroppo uscite dal vocabolario della lingua parlata, rimosse da menti superficiali e sciatte. Sempre più spesso crediamo di essere onnipotenti e unica fonte di verità, con troppa presunzione anteponiamo le nostre idee a quelle degli altri e con arroganza sfuggiamo il confronto. Per smania di grandezza arriviamo a fare affermazioni infondate, denigratorie che spesso oltrepassano ogni decoro ed ancor peggio i limiti della legalità. Sul lavoro dimentichiamo di rappresentare un pubblico ufficio, ignoriamo regole deontologiche, anteponiamo agli interessi pubblici sempre più fatiscenti e allo sbando quelli privati, restiamo vittime delle tensioni che si creano ed anche la più piccola parola detta male, il più veniale atteggiamento ambiguo, rischiano di trasformarsi nel più classico e grave frainteso destabilizzando l’equilibrio dell’ambiente. Viviamo un momento storico dove non si è solo smarrita la strada maestra ma questa non si è mai trovata, né si sa dove sia. In una così delicata fase, non si può più aspettare che siano altri ad intervenire per risolvere i problemi, ognuno di noi deve essere pronto a scendere in campo, inventarsi qualcosa di geniale che possa in qualche modo spezzare questa spirale negativa. Nel mezzo di tanto Continua a leggere

Considerazioni di un medico di Pronto Soccorso

Di Rosignuolo Giovanni

*Pubblicato sulla Gazzetta del Sud del 29 febbraio a pag 35

Sono un medico che ha operato per trentadue anni nella emergenza ospedaliera vivendo in prima persona tutti i mali che affliggono questo comparto. Provo tanto sconcerto nel constatare il clamore con cui i media stanno rilevando, solo ora, lo stato di degrado dei D.E.A., fingendo di ignorare che le criticità di questo settore, non sono sorte con l’episodio dell’Umberto Primo, ma sono iniziate da oltre un decennio. Per molti anni, come Responsabile di Pronto Soccorso, ho segnalato ai miei referenti le criticità della mia struttura, raffigurando la problematica nella sua complessità ed individuando le relative cause. Rimango, altresì, perplesso nel constatare come i mezzi d’informazione, additando la politica quale unico responsabile del degrado dell’emergenza sanitaria, omettano di stigmatizzare la corresponsabilità di altre realtà che operano a valle della stessa politica. Mi riferisco a tutte le strutture sanitarie periferiche che per nulla svolgono una funzione di filtro, “scaricando”, mi si lasci passare questa brutta parola, il paziente in Pronto Soccorso anche per patologie curabili a domicilio. Mi riferisco, almeno per quanto riguarda la realtà calabrese, a quegli ospedali periferici che, male interpretando la normativa regionale che ha individuato in alcune strutture di Pronto Soccorso la funzione di Continua a leggere

Quello che la politica dovrebbe essere

Di Antonio Vigna

Quando si ha un’idea consolidata su qualcosa, il cui significato  esprime un concetto conosciutissimo  per la sua attualità e coinvolgente quotidianità  diventa spesso preda della più avvilente superficialità, sconfinando  nel più banale ed opprimente luogo comune,  con il quale tutti  sono disposti a lavarsi la bocca. Mi chiedo perché parlando di politica questo accade sempre. Tutti potrebbero fare a proposito  una loro personalissima analisi che in molti punti troverebbe d’accordo una buona percentuale di persone ma  non cambierebbe una virgola sul significato che il termine esprime e che inevitabilmente è di profonda sfiducia  appena il ricordo affiora. La causa è vecchia quando il mondo e va ricercata nella natura stessa degli uomini. Sinonimi come brama, avidità, gelosia ed egoismo ne sono la spiegazione più esemplare. Una volta Individuata la nicchia dove si annida il  male si dovrebbe estirparlo. Questa rimozione non facile, tuttavia non è impossibile ed è la strada dove occorre indirizzare  il nostro cammino. Trovare il coraggio per iniziare a ragionare  in modo diverso  è  doloroso ma  necessario perché in cambio c’è la sopravvivenza. Se un seme viene messo nella terra  ai primi caldi primaverili nascerà la pianta, se il terreno è la mente umana ci vorranno molte primavere perché la pianta nasca. Così come  nel terreno nessuna pianta nascerà se non sarà previamente coltivato,  anche nelle menti degli uomini dovranno essere avviati lunghi  processi  di   coltivazione dove si dovranno  mantenere alti i concetti di educazione e rispetto globale della persona, di  ogni  grado e Continua a leggere