Alcune linee programmatiche di sviluppo locale: di Pierino CALONICO

Di Pierino Calonico

Il Castello della Rocca sulla Gola del Fiume Rosa

Introduzione

“… Oggi la storia non è ormai che un filo sottile di memoria sopra l’oceano del dimenticato; ma il tempo procede e verrà il tempo delle date alte che la memoria non estensibile degli individui non sarà in grado di comprendere; interi secoli e interi millenni cominceranno allora a cadere dalla loro memoria, secoli di quadri e di musica, secoli di scoperte, di battaglie, di libri. Ciò sarà un male perché l’uomo perderà la coscienza di sé mentre la sua storia, incomprensibile e incontenibile, si rattrappirà in abbreviazioni schematiche prive di senso ..” (M. Kundera). Nel momento in cui sono le proprie radici, la propria terra, la propria storia ad essere investite dall’oblio, la dolorosa sensazione “pensare che tutto passa e quasi orma non lascia”, universalizzata da Giacomo Leopardi, diventa ancora più pesante. Non conoscere il proprio passato, non avere coscienza delle proprie origini, significa privarsi di un aspetto essenziale del proprio essere. (Brano tratto dal libro: “La misteriosa città di Kyniskos” di Mario Sirimarco e Pierino Calonico, Ionia Editrice 1995).

Da questo ultimo grave prodromo e da una  nuova filosofia della consapevolezza.. nascono, prendono corpo e si nutrono le seguenti linee programmatiche di sviluppo locale elaborate dal sottoscritto in occasione delle Elezioni Politiche Amministrative dello scorso Aprile 2009.
In particolare nel meridione d’Italia, dalle nostre parti, viviamo nella ricerca, spesso affannosa, di qualità e positività altrove, tanto che si finisce col guardare in modo superficiale e distratto al territorio in cui si vive e perdere così il legame con le nostre radici più profonde.(Brano tratto da mio articolo pubblicato nel

Oggi, con la mia consueta, umile, dedizione e passione per il Paesino dei miei avi, ho deciso di far pubblicare sul “Giornale Interattivo di San Sosti” questo mio lavoro che vuole essere, semplicemente, un contributo serio, non retorico, non campanilistico, in grado di stimolare e spingere nella direzione dello sviluppo possibile e sostenibile, soprattutto, i giovani, dalla scuola dell’obbligo sino a quelli Universitari, a scoprire il vero senso delle “cose passate”, come fondamentale ed efficace strumento per leggere la loro quotidianità e come esperienza nella prospettiva del loro futuro! In particolare nel meridione d’Italia, dalle nostre parti, viviamo nella ricerca, spesso affannosa, di qualità e positività altrove, tanto che si finisce col guardare in modo superficiale e distratto al territorio in cui si vive e perdere così il legame con le nostre radici più profonde.

 

 

 

 

1- Il problema occupazionale

2- Le risorse del territorio

3- La svolta epocale: il Federalismo fiscale, l’Autonomia ed il Decentramento

4- Il modello di sviluppo economico integrato: “La Public Company”

5- Fare cooperazione

6- Il problema sociale “La tutela della salute”

 

 

 

 

 

 

 

1- Il problema occupazionale

 

Anche nel nostro Comune il problema occupazionale è ormai drammatico e va ben oltre i dati ufficiali che forniscono gli Uffici di Collocamento e si confonde  in quel “Mare grande” che è il triste fenomeno del lavoro nero.

2- Le risorse del territorio

SCHEDA  SINTETICA  DELLE RISORSE DEL  TERRITORIO

Il nostro territorio è ricchissimo di eccezionali risorse naturali e culturali (storiche-archeologiche).Ovviamente è necessario creare un serio e concreto piano di sviluppo per utilizzare al meglio le nostre risorse, dal turismo Religioso a quello naturalistico – enogastronomico al turismo culturale. In primis, pertanto, occorre pianificare un’offerta turistica appetibile nel panorama Nazionale ed Internazionale partendo dalla valorizzazione e diffusione delle nostre eccellenze. In tale direzione il baricentro di una diffusione seria delle nostre risorse non può che essere il “Pettoruto” e la nostra ’Gola del fiume Rosa”, due eccellenze in tutta l’area sud – occidentale del Parco Nazionale del Pollino versante Calabrese. Luoghi meravigliosi dell’Appennino Meridionale, compresi tra il complesso montuoso di Cozzo Pellegrino-Monte La Mula e Muletta, da un lato, e Monte Montea dall’altro. Un territorio, questo, che è porta naturale non solo all’antico “Mercurion”, espressione di religiosità popolare da ben oltre un millennio, ma anche patrimonio unico e raro per quantificare la memoria storica della presenza umana nel tempo. Il nostro territorio, certamente, offre ai più attenti  visitatori uno scenario di straordinaria bellezza.

 

 A) Ambito naturalistico-orografico-sentieristico

 

Rileva la notevolissima ricchezza geologica e gli aspetti turistico-sentieristici del territorio;

1) La sentieristica

I percorsi principali che attraversano la catena costiera sud-occidentale del Parco sono tutti secolari e si diramano dal pedemonte più orientale a quello tirrenico, avendo in entrambe le direzioni punti di partenza e di arrivo in corrispondenza di agglomerati urbani facilmente raggiungibili con la viabilità esistente. Delle più significative e stupende emergenze della realtà abiotica in esame i sentieri secolari intercettano le seguenti in termini di prevalenze:

2) Grande interesse Geologico

I notevoli piegamenti di “Pietra dell’Angioletto”( sistema montuoso Mula-Campo D’annibale-Muletta) lungo i percorsi 1) Gola del fiume Rosa-Varco del palombaro 2) Gola del fiume Rosa-Campicello – Montea 3) Santuario del Pettoruto-Prezzamano-Capi di Rosa.

3) Grande interesse Paleontologico

I grandi giacimenti ad alghe Anisoco-Ladinico, sull’itinerario San Sosti – San Donato di Ninea-Piano di Caviglia – Piano di Lanzo; i coralli Megalodonti ed altre associazioni di antiche scogliere coralline sull’itinerario San Sosti – “Casalini”- “Prezzavano – Sant’Agata D’Esaro-Montea, Varco del Palombaro e Valle Scura;

4) Grande interesse idrogeologico

Le importanti, incontaminate, sorgenti del fiume Rosa sull’omonimo itinerario;

5) Grande interesse paesaggistico

Su tutti i sentieri secolari presenti, dai percorsi di vetta, agli altopiani (Campicello, Campo D’Annibale) agli orridi Canyon ( Gola del fiume Rosa, forra di San Nicola, Valle Colonna ecc.) la vista dell’escursionista spazia estasiata tra scenari di rara bellezza.

B – Ambito zoologico e botanico

 

Lo stato complessivo di conservazione del nucleo faunistico e floristico dell’area sud-occidentale del Parco è degno di grande attenzione poiché nell’area in esame si concentrano non poche emergenze naturalistiche anche di rilevanza planetaria, così come si evince qui di seguito:

 

1) Gli aspetti faunistici

 

Tra gli invertebrati, molto rara, segnaliamo la presenza dello splendido coleottero “Cerambicide Rosalia Alpina”, nella colorazione azzurro cenere con tre coppie di macchie nere vellutate e orlate di bianco, vive nelle faggete mature dove le larve si sviluppano nei grossi tronchi marcescenti; la “Vipera Aspis”, unico rettile velenoso presente in Calabria e comune nei nostri ambienti.

Per l’Avifauna la specie di maggior pregio per rarità è tra i rapaci, in particolare :

a) L’Aquila “Chrysaetos”, una delle specie più grandi presenti in Italia;

b) I Falconiformi, quali il “Buteo buteo” o Poiana comune, il “Milvus milvus”o Nibbio reale ed il “Falco peregrinus”.

Tra i mammiferi segnaliamo la presenza importante di esemplari rari come:

a) “Canis lupus Italicus” o lupo appenninico razza che non esiste altrove nel mondo e si stima che ne sopravvivano ancora circa trecento esemplari dall’Appennino Toscano a quello Calabrese, mentre è estinto già da tempo in Sicilia. Pertanto questi sono gli ultimi superstiti di una stirpe unica, un tempo diffusa in tutta Europa, ma oggi, purtroppo destinata a scomparire se continueranno le profonde alterazioni dell’habitat montano e forestale insieme al fenomeno bracconaggio che ancora li perseguita quasi ovunque. Il “Canis Lupus Italicus” ha una lunghezza testa-tronco di circa 100-140 cm., un’altezza da 50 a 75 cm. ed un peso variabile dai 25ai 40 Kg. Corporatura snella ma possente dal mantello grigio-marrone con sfumature giallastre.

b) Tra i Cervidi è presente il Capriolo, “Capreolus capreolus”, il cui patrimonio genetico è unico al mondo;

c)“Lutra lutra”, mustelide specializzato nella predazione dei pesci.

 

2) Gli aspetti vegetazionali

 

La maggior parte dei boschi presenti includono emergenze vegetazionali di grande valore naturalistico nelle seguenti tre fasce:

-Quella dei querceti termofili, dai sempreverdi “Quercus ilex” ai caducifoglia “Quercus pubescens”, giunge fino ai 700 mt. s.l.m. fra i più notevoli lungo la gola del fiume Rosa;

-Quella dei boschi misti, che arriva a circa 900 mt s.l.m., caratterizzata dal “Quercus cerris”.

-Quella delle faggete dai 900 mt. in su dove dominano il “Fagus sylvatica” ed il “Taxus baccata” ed il celebre e rarissimo “Pinus leucodermis”, specie balcanica presente e diffusa ancora nel nostro territorio (Faggeta al Campo di Annibale (1563 m.).

 

 

 

 

C) Ambito storico-archeologico-demo-antropologico e della religiosità popolare.

Proprio il bacino idrografico dei fiumi Rosa ed Esaro offre, nel suo complesso, un quadro estremamente interessante e significativo dal punto di vista storico, formando uno spaccato di quella che è stata la dinamica antropologica e culturale nel territorio nord-occidentale della Regione che oggi si chiama Calabria, antica denominazione del Salento, ma che gli antichi conoscevano come “Brettia o Bruttii”, già di derivazione dall’arcaico popolo Enotrio e  dei Lucani.

Infatti per la loro posizione e capacità di intaccare, visibilmente, l’orografia, aprendo varchi nella catena costiera, questi due fiumi si pongono come elementi fondamentali di raccordo fra la costa dell’alto Tirreno, e la valle del Crati, offrendo così, da sempre, un quadro insediativo fortemente articolato con una numerosa popolazione lungo i millenni. Così attestano, infatti, i tanti rinvenimenti di “Ossidiana”, in diversi siti archeologici ( come ai “Casalini della porta serra”di San Sosti (CS) ) di una frequentazione umana dell’area sin dall’epoca “Neolitica”, ma anche di una corrente di traffici che da sud, attraverso la catena costiera, giunse dalle isole Eolie.

Né mancano evidenti testimonianze legate all’età del Rame, del Bronzo e del Ferro, ciascuna con le sue peculiarità in ordine alle forme di occupazione e sfruttamento del territorio in questione.
Ma se l’epoca Megaloellenica è attestata attraverso significativi reperti è con la fase della Romanizzazione, nel sistema delle “Ville”, che la nostra area conosce la sua vera e piena dimensione storica.

La “Villa Romana” è una struttura di produzione agraria e vero e proprio strumento di arricchimento dei “Domini romani” o romanizzati che nel nostro territorio trovano il loro habitat naturale, tanto da mantenere notevoli esiti anche in età alto medievale e medievale, sottoforma di “Masserie”, di Borghi e di Monasteri.

Proprio i Monasteri legati alla ritualità ed allo spirito pietistico Italo-Greco, non di rado svolsero una precisa funzione, oltre che religiosa e culturale, anche politica ed economica di nuclei irradiatori dell’ultima bizantinizzazione della nostra regione.

Il sistema dei Monasteri si rafforza alla fine del IX sec. d.C. nel momento in cui Niceforo Foca cacciò gli invasori Arabi dal territorio, tenendo a bada nel contempo, attraverso l’istituzione di nuove Diocesi, i Longobardi che pressavano da nord.

Nell’area sud-occidentale del Parco, in particolare, si segnalano, tra i più noti, i siti archeologici di montagna del “Castello della Rocca” e dei “Casalini della porta serra”, nel Comune di San Sosti (CS); le Grotte di San Michele Arcangelo ed i ruderi del monastero di Sant’Elia nel Comune di San Donato di Ninea (CS); Loc. Santo Janno (necropoli ellenistica), Loc. Fossa del Lupo (tracce di abitato di età romana imperiale), Loc. Santo Iorio (tracce di villa rustica romana di età imperiale), Loc. Grotta della Monaca (luogo di frequentazione dal Paleolitico all’età altomedievale) e Loc. Grotta del Tesauro (frequentazione del Paleolitico) nel Comune di Sant’Agata D’Esaro;

 
3- La svolta epocale: “il Federalismo fiscale, l’Autonomia ed il Decentramento”

Oggi, in Italia, è in atto una vera e propria svolta epocale attraverso l’introduzione legislativa del federalismo fiscale, dell’autonomia locale diffusa e del decentramento amministrativo dei servizi.   In tale direzione, appunto si chiude un’epoca, ed è necessario abbandonare, definitivamente, l’ipocrisia delle solite scelte politiche – amministrative, indirette, transitorie e deresponsabilizzanti prodotte nel tentativo di generare il benessere nella locale società civile. Oggi l’Ordinamento Generale dello Stato Italiano e le sue Leggi impongono ai Sindaci ed alle Amministrazioni locali  di essere  artefici dello sviluppo locale, cioè, in generale di assumere il ruolo Istituzionale di protagonista – responsabile della  Comunità, delle risorse economiche – finanziarie del territorio amministrato, quindi dell’organizzazione e della gestione complessiva di tutti i necessari e moderni servizi al cittadino. In definitiva oggi, in attuazione dell’art.5 della Costituzione Italiana (uno dei 12 Principi Fondamentali della nostra Costituzione), il “Sistema economico-sociale” è, finalmente, incentrato sull’Autonomia locale e nel massimo decentramento del potere politico-amministrativo, in funzione dell’autosufficienza e dell’autoderteminazione. Due concetti che necessariamente debbono camminare insieme nell’Istituzione locale e nelle nuove generazioni della  società civile organizzata per passare, definitivamente, dal vecchio, inefficiente, becero, modello “Individualista-egocentrico”, tipico del Particolarismo Assistenzialista, al moderno modello “Democratico-Meritocratico” del  Solidarismo – Cooperativistico – Collettivo.

4- Il modello di sviluppo economico integrato: “La Public Company”

In tale direzione per lo Sviluppo Economico e Sociale della nostra Comunità, soprattutto oggi, in considerazione del grave fallimento del modello economico-finanziario, c.d. “New economy”o economia creativa, del mondo capitalista occidentale, occorre, con immediatezza, investire tutto nell’economia reale cioè, nel nostro caso, nella valorizzazione e diffusione delle nostre rilevanti risorse del turismo Religioso, naturalistico –  ambientale, storico archeologico ed enogastronomico. Proprio le suddette nostre ricchezze evidenziano almeno N.6 concrete direttrici di sviluppo delle nostre Comunità nei seguenti comparti di attività imprenditoriali di produzione da strutturare secondo i modelli del Cooperativismo e delle Public Company :

1-L’Azienda Municipalizzata di produzione di Energia rinnovabile:

A) Riattivazione della Centrale idro-elettrica già presente nel nostro territorio;

B) Creazione, dove possibile, di Parchi Eolici;

C) Creazione di centrali fotovoltaiche.

2-Imbottigliamento dell’acqua di sorgente:

Pensiamo alla fattiva possibilità, grazie al D.L. N. 339/1999, di creare una società mista, con le garanzie del modello “Public Company”, per l’imbottigliamento e la commercializzazione delle nostre acque, incontaminate, di sorgente mettendola al servizio della collettività, a basso costo, dunque, fattivamente, si tratta di mandare a produzione il cosiddetto “Bene rifugio del terzo millennio” del quale è ricco il nostro territorio.

 

 

3-La Creazione di un “Centro Servizi e promozione turistica del Territorio”:

Sempre attraverso uno specifico investimento in società mista e secondo il modello delle “Public Company”, non esistendo ancora oggi un sistema reale e concreto capace di inserire il nostro territorio nei circuiti generali del mercato turistico Nazionale ed Internazionale ed in particolare in quello specializzato, occorre realizzare una gigantesca azione di diffusione delle nostre risorse turistiche. L’idea è quella di creare un “Centro servizi e promozione turistica del territorio” specializzato per la valorizzazione e diffusione del nostro patrimonio dei Beni Culturali ed Ambientali in grado di collocare, su larga scala, i tanti itinerari turistici presenti nel nostro territorio, nei loro molteplici aspetti di incredibile attrazione,  mediante la loro scientifica messa in circuito internet  e sulle maggiori riviste, fiere e network radio-televisivi Italiani ed Esteri. In tal senso è da non sottovalutare la produzione di speciali spot e loro messa in onda in telepromozione. Infine, in considerazione delle attuali insufficienti strutture ricettive, priorità và data al necessario sviluppo e potenziamento delle strutture turistiche – alberghiere  e di accoglienza in genere.

4-La creazione di un “Archeodromo” ed aree Museali Archeologiche  all’aperto:

L’approfondimento della nostra storia, l’indagine archeologica globale del nostro territorio, la  catalogazione, la conservazione e la messa in rete per la fruibilità  turistica al pubblico delle aree di interesse archeologico presenti ed oggi in stato di assoluto abbandono, inducono la creazione di una specifica società mista di gestione per la creazione di specializzati itinerari didattico-scientifici c.d. “Archeodromi” e di aree Museali Archeologiche all’aperto, dotate di servizi di accoglienza in strutture idonee a garantire attività di E-commerce ed altre come Shopping point – Bar-ristorante e mini-residence ; dunque realizzazione di idee d’impresa culturale, come queste ultime, fra le prime in Europa ed in occidente.

5-La creazione di un “Laboratorio Scientifico interdisciplinare pilota”:

Per tutto quanto già esposto in progetto si propone, infine, la creazione e l’Istituzione di una Struttura di ricerca scientifica permanente, gestita da un’opportuna società mista, per la piena occupazione dei tanti nostri giovani professionisti precari o disoccupati, con la collaborazione costante e super visione dell’Università della Calabria al fine di garantire il monitoraggio perenne delle straordinarie risorse del nostro territorio per un efficace intervento di recupero – conservazione – riqualificazione del grande patrimonio Naturalistico – Archeologico, Geologico, Faunistico e Floristico.

6-La Creazione di Aziende “Municipalizzate”per la gestione di servizi essenziali.

Pensiamo in particolare alla realizzazione di piccole Aziende Municipalizzate nei seguenti settori:

1- Operatori di Polizia locale. Per garantire l’indispensabile sicurezza Municipale.

2- Operatori ecologici – Verde pubblico e raccolta differenziata comunale. Per garantire la gestione di importanti servizi al cittadino, in primis, la pulizia ed il decoro del proprio Paese.

3- La costituzione di un Ente Fieristico, per realizzare fiere campionarie specializzate, per lo sviluppo di attività di E-commerce nei settori – artigianato locale e produzione artistica in genere (oggettistica sacra-ferro battuto-rame-legno-ceramiche-sartoria ecc)

4- Gestione biblioteca Civica e Istituzione Museo Civico Archeologico. Per garantire l’incremento, la diffusione e lo sviluppo del turismo culturale e didattico scientifico di San Sosti e del suo territorio.

5- Fare cooperazione

Partendo proprio dalla ricchezza del nostro territorio e dalla nostra drammatica situazione demografica, (nonostante le incredibili risorse del nostro Patrimonio Culturale e Naturalistico, ma, soprattutto nonostante lo sperpero, per ben oltre 60 anni, di incredibili risorse finanziarie dello Stato nel vano tentativo di sollevare le sorti dell’Italia meridionale.) ed in considerazione della gravissima crisi economica e finanziaria del sistema capitalistico mondiale, i Sindaci in primis, in sinergia con le Autorità Politiche Provinciali e Regionali, debbono adottare gli unici, seri e concreti, modelli di sviluppo sostenibile per l’Italia Meridionale: il cooperativismo diffuso e la “Public Company” per valorizzare, con il notevolissimo giacimento culturale, le risorse umane e le professionalità rimaste nei territori, dalle Città ai  nostri piccoli Paesi e tentare il recupero di quanti, ancora oggi, con dignità e spirito di sacrificio, trovano nell’emigrazione l’unica possibilità di realizzazione nel mondo globalizzato del lavoro.

Occorre, cioè, che i Sindaci e le Autorità Politiche della nostra Provincia e della Regione investano gran parte delle risorse finanziarie disponibili, come i Fondi Europei POR 2007-2013, nell’obiettivo primario della produzione locale per la piena occupazione delle loro Comunità attraverso il loro intervento diretto, in prima persona, per fare impresa ed in particolare per fare cooperazione. Infatti non è più il tempo di realizzare grandi opere pubbliche.. non ha più senso sé le nostre Comunità sono in via d’estinzione! Cosa fare:

a)   Creare società miste – Public Company o aziende Municipalizzate nel comparto dei servizi, della valorizzazione turistica del territorio, della produzione agro-alimentare biologica e l’enogastronomia locale;

b) Attivare la piena collaborazione con l’associazionismo Cooperativistico Nazionale ed Internazionale di settore per far uscire, definitivamente, le nostre Comunità dal binomio mortale “Disoccupazione – Emigrazione”.

Pertanto è prioritario l’intervento diretto nella produzione-lavoro dell’Autorità Politica Amministrativa locale, preferibilmente, in Società Miste ( Così come avviene già in alcuni importanti Stati D’Europa e secondo il modello dell’amministrazione del Presidente Obama negli USA) nonché, opportuno, diffondere la cultura e l’intima filosofia del Cooperativismo solidale.

6- Il problema sociale “La tutela della salute”

Anche in questo prioritario e delicatissimo settore dei servizi al Cittadino la, nuda e cruda, verità è che nessuno tra i politici Calabresi, concretamente, si pone in termini di moderna civiltà e nella giusta ottica ad affrontare e risolvere in modo serio il vero problema della tutela pubblica della salute nei nostri Comuni, in quanto aree interne, disagiate e montane. Infatti và denunciato il fatto che viviamo attualmente nell’assoluta mancanza di elementari, civili  ed attrezzati presidi Comunali di Pronto Soccorso e Rianimazione! In tal senso è eclatante, oltre che drammatico, verificare come, a fronte di investimenti e sprechi stramiliardari nel campo della pubblica Sanità Regionale e Nazionale,  nella nostra zona si muore, ancora, per il ritardo del soccorso e del ricovero!

 

Una proposta politica seria e coraggiosa

Analizzata la situazione in cui versa il servizio sanitario pubblico nella nostra zona, (l’unico baluardo di umano spirito di soccorso è affidato ai, meravigliosi, volontari della “Misericordia”di San Sosti e alla disponibilità di pochi eroici medici-specialisti locali) con forza e determinazione, propugniamo un necessario e diverso decentramento territoriale dell’azione politica-economica sanitaria attraverso la creazione, con investimenti pubblici e privati, di Società miste – “Public Company” finalizzate alla realizzazione delle seguenti strutture socio – sanitarie locali:

1-Un piccolo “Centro Sanitario Comunale” attrezzato per il pronto soccorso e la rianimazione;

2-Un “Centro-Elisoccorso di Zona”, cioè il salvavita per eccellenza per le nostre popolazioni in caso di emergenza. (pensiamo ad un specifico consorzio tra Comuni da proporre alla nostra Comunità Montana “Unione delle Valli”.)

3-Un “Centro di Aggregazione e Monitoraggio Sociale”, da realizzare, ad esempio, attraverso l’adeguamento funzionale della struttura dell’ex mattatoio municipale, per garantire una fattiva azione e prevenzione a favore dei giovani e degli anziani contro l’alcolismo, il tabagismo e l’uso di qualsiasi sostanza stupefacente. Al riguardo, considerato il lavoro importante, sul piano della valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale nonché della cura del tempo libero, che svolge da anni la locale Pro Loco “Artemisia” si può prevedere l’uso, in auto-gestione, della suddetta struttura alla stessa Pro Loco che così, finalmente, potrà avere, in  uno dei suddetti locali, la sua sede ufficiale.

Dunque tre, indispensabili, strumenti di civiltà, nel terzo millennio, per la nostra Comunità per essere veramente in Europa e lasciarci alle spalle, definitivamente, una triste ed incredibile realtà da terzo mondo anche nell’importantissimo campo della tutela della nostra salute.

Pierino Calonico - Ispettore Onorario per i Beni Archeologici della Calabria

Pierino Calonico - Ispettore Onorario per i Beni Archeologici della Calabria

 

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5 risposte a “Alcune linee programmatiche di sviluppo locale: di Pierino CALONICO

  1. Grandi sono le tue linee programmatiche, ma, “tra il dire ed il fare, c’è in mezzo il mare”. Questa, è pura utopia per un paese come il nostro, staremo a vedere…………..

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  2. Salve Signor Ricky Lei ha perfettamente ragione…ma ogni utopia è figlia di un creativo..e senza “Dire”.. che fare? Forse annegare in quel mare?..Ovviamente, non La conosco…dunque mi presento..sono un umilissimo creativo-utopista che, però, ci mette anche la sua faccia oltre alla firma su quanto “Dice”!Ergo la invito a dire e a fare andando oltre se stesso..verso il prossimo…per il bene comune…perchè nella sfera e funzione privata ciascuno di noi rimane “Solo”…comunque artefice del suo destino! La ringrazio..

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  3. maria teresa modena

    Sicuramente sono linee guide degne di lode, ma corre l’obbligo di una piccola riflessione.
    Quando parli di società miste ti riferisci sicuramente a società a capitale misto tra pubblico e privato?
    Onestamente parlando, conosci investitori che investirebbero i loro capitali in un paese di 2.000 abitanti dove l’economia è quasi inesistente?

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  4. Grande luminare il signor Calonico, ma, sempre creativo-utopista resta… Non basta mettere “la faccia e la firma “nei commenti, è necessario tenere i piedi a terra ed essere realisti nelle proposte che si fanno…………Condivido ciò che dice Maria Teresa , ma voglio aggiungere, che sarebbe un grande fiore all’occhiello per un paese come San Sosti, la realizzazione di società cooperative formate da validi membri, capaci di gestire con onestà e correttezza, altrimenti!!!!!!!!!!!!!

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  5. Carissima Maria Teresa..da buon compagno di scuola..consentimi:”Nemo profeta in Patria!” Infatti ti ritrovo (come sempre partecipe, attiva e con la stessa estrema intelligenza..) di nuovo a Modena…ma sinceramente, è pur sempre un vero piacere parlarti, anche, attraverso questo, importantissimo, giornale interattivo locale. Ovviamente la tua osservazione ha molto senso…quì non siamo in Emilia Romagna…ma devi considerare che, a parte i tanti e notevoli investitori Sansostesi, addirittura, in borsa, ormai viviamo in una realtà economica e sociale globalizzata…nella quale esiste una sola, facile, regola:”Sentire e credere!” Pertanto occorre solo programmare e saper proporre, con serietà e lungimiranza.
    Grazie di esistere Maria Teresa
    Un forte abbraccio e saluti affettuosi in famiglia
    Pierino CALONICO

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