Sulla chiusura della sedi del Giudice di Pace.

Articolo tratto da “Il Giornale di Calabria”

Interrogazione di Nicodemo Olivero e Franco Laratta nel tentativo di scongiurare la chiusura di numerose sedi.
CATANZARO. “In una realtà come quella calabrese, dove il problema della giustizia è particolarmente sentito, la decisione di chiudere numerosi uffici del giudice di pace rappresenta un notevole colpo e sarà destinata a fare aumentare i disagi per i cittadini costretti, per potersi recare nelle nuove sedi dei giudici di pace, a percorrere moltissimi chilometri, su strade particolarmente pericolose, prima fra tutte la strada statale 106 jonica, vista anche la carenza di altre infrastrutture”. Lo affermano i parlamentari del Partito Democratico Nicodemo Oliverio e Franco Laratta, che hanno presentato una interrogazione, con risposta in Commissione, al Ministro della Giustizia. “Solo in Calabria – aggiungono i due deputati – verranno cancellati 60 sedi di giudice di pace e ne resteranno soltanto undici prevalentemente nelle città capoluogo. Le soppressioni riguarderanno i seguenti distretti: Locri: Bianco, Caulonia, Gioiosa Ionica, Siderno, Staiti in Brancaleone, Stilo; Palmi: Cinquefrondi, Laureana di Borrello, Oppido, Sinopoli, Taurianova; Reggio Calabria: Gallina, Melito di Porto Salvo, Villa San Giovanni; Castrovillari: Cassano Jonio, Lungro, Mormanno, Oriolo, San Sosti, Spezzano Albanese, Trebisacce; Catanzaro: Badolato, Borgia, Chiaravalle Centrale, Cropani, Davoli, Squillace, Taverna, Tiriolo; Cosenza: Acri, Montalto Uffugo, Rogliano, San Giovanni in Fiore, San Marco Argentano, Spezzano della Sila; Crotone: Cirò, Petilia Policastro, Santa Severina, Savelli, Strongoli; Lamezia Terme: Filadelfia, Maida, Nocera Terinese, Soveria Mannelli; Paola: Amantea, Belvedere, Cetraro, Scalea; Rossano: Campana, Cariati, Corigliano, Cropalati, San Demetrio Corone; Vibo Valentia: Arena, Mileto, Nicotera, Pizzo, Serra San Bruno, Soriano Calabro, Tropea. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione delle tabelle allegate allo schema di decreto legislativo contenente l’elenco degli uffici dei giudici di pace soppressi – rilevano Oliverio e Laratta – gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possano richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, con competenza sui rispettivi territori, di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi; in tali ipotesi dovrà essere messo a disposizione dagli enti locali anche il personale amministrativo necessario alla gestione dell’ufficio e rimarrà a carico dell’amministrazione giudiziaria unicamente la determinazione dell’organico del personale di magistratura onoraria entro i limiti della dotazione nazionale complessiva nonché la formazione del personale amministrativo”. Alla luce di questa situazione Oliverio e Laratta chiedono al Ministro se il Governo “intende tenere in considerazione, nel valutare una eventuale ipotesi di modifica dell’elenco delle sedi dei giudici di pace soppressi, anche le problematiche connesse, in particolare, alla conformazione orografica del territorio, alla dotazione di idonee infrastrutture, alla disponibilità di un adeguato servizio pubblico di trasporto e, in generale, alle esigenze del territorio, dell’utenza e dei lavoratori onde garantire, il più possibile una “giustizia di prossimità”; se intende valutare, in particolare, la specificità dei tribunali calabresi stante la presenza di fenomeni criminali di tipo mafioso e il relativo carico di lavoro e se intenda aprire un tavolo di discussione per valutare l’impatto della chiusura degli uffici dei giudici di pace in Calabria, e se il Governo non ritiene altresì inattuabile, stante l’attuale gravissima crisi economico finanziaria che ha colpito il nostro Paese e in particolare gli enti locali – concludono i due parlamentari del Pd – assumere iniziative, se del caso normative, che attribuiscano, qualora ciò sia possibile, la possibilità agli enti locali di richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi”.

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